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Italia

14 marzo 2012

Altri tagli, ancora tasse in aumento

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/03/altri_tagli_ancora_tasse_in_aumento-300x199.jpgDopo gli enormi tagli inferti alle università dalla riforma Gelmini, ecco che il Governo Tecnico si appresta a proseguire la politica dei tagli al settore dell’istruzione, con conseguenti effetti negativi sia per l’università che per gli studenti.

Il taglio dei finanziamenti alle università previsto dal decreto legge 112 sarà di 417 milioni di euro per il 2012 e di 455 milioni nel 2013. Una riduzione del 7,8% rispetto al 2009, anno di entrata in vigore del decreto, secondo i dati elaborati dalla Facoltà di Scienze Fisiche e Matematiche dell’università di Padova.

Questi interventi mettono a serio rischio i bilanci delle università, in particolar modo quelle pubbliche, che si vedono di anno in anno  diminuire progressivamente gli aiuti da parte dello Stato e che sono quindi costrette ad aumentare le tasse d’iscrizione per gli studenti, da sempre i primi ad essere colpiti da politiche dei tagli.

Ad essere a rischio sono in primo luogo le borse di studio, la ricerca e gli stipendi di insegnanti e ricercatori. Molti atenei infatti si vedranno costretti a ridurre ulteriormente la ricerca per cercare di non far ricadere ancora una volta le spese sulle spalle degli studenti e delle loro famiglie, causando tuttavia un peggioramento nella qualità dei servizi offerti e quindi una dequalifica di molte università, con ulteriore riduzione dei finanziamenti per mancati meriti. Si tratta di un circolo vizioso da cui il sistema università fatica ad uscire.

Occorre ricordare infatti che la riforma Gelmini prevede una riduzione o un aumento dei finanziamenti a seconda della qualità degli atenei, senza tenere conto delle conseguenze sul piano delle tasse universitarie e quindi degli studenti. La politica del ministro Profumo, in linea con quella del precedente governo, e il recente decreto sull’accreditamento dei corsi di laurea e delle sedi universitarie, consentirà inoltre all’ Anvur-Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca di disporre la chiusura dei corsi e delle sedi che non prevedono i criteri di merito fissati dal Governo.

Conseguenza inevitabile dei vari decreti legge previsti dal Governo Monti, in aggiunta a quelli in vigore fino ad ora, è la costituzione di un sistema universitario sempre più di classe, aperto solamente a quegli studenti che possono permettersi di pagare rette sempre più elevate anche per università pubbliche.

La politica dell’attuale governo si dimostra inoltre, non soltanto in perfetta continuità con quella del Governo Berlusconi, ma in sostengono sia meno democratica, poiché procede senza interpellare né le associazioni dei rettori (come la Crui), né le famiglie o i comitati studenteschi. L’equità tanto conclamata resta invece soltanto a parole, poiché per quanto riguarda invece i finanziamenti alle università private e cattoliche, che già avevano goduto contrariamente a quelle pubbliche di un aumento dei finanziamenti, non sono previsti tagli significativi.

Silvia Pasquinelli  

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