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Italia

30 maggio 2012

Laurea in Informatica molto ambita… ma poco dalle donne!

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Che le lauree in discipline tecnico-scientifiche, è risaputo, e grazie ai sempre più rapidi sviluppi nel settore delle nuove tecnologie informatiche, la laurea in Informatica è considerata una delle più forti e maggiormente richieste dal mercato del lavoro.

I vantaggi che può portare questo genere di laurea costituiscono una buona spinta per indurre i giovani ad intraprendere questo cammino, nonostante le lauree scientifiche e matematiche non siano molto “amate” dai ragazzi. Un dato importante che bisogna tenere in considerazione è la bassa quantità di donne laureate nel settore informatico.

Secondo uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell’università Ca’ Foscari di Venezia dal titolo “Donne e tecnologie informatiche“, soltanto l’1% delle ragazze italiane decide di laurearsi in Informatica, nonostante il tasso di occupazione garantito entro un anno dal termine degli studi specilistici è di circa l’80%. Un tasso di occupazione altissimo rispetto a quello previsto per altri corsi di laurea.

Nel nord Italia, in particolare in Veneto, l’occupazione delle laureate in Informatica sale perfino alla totalità, il 100%, scalzando anche i colleghi uomini che mostrano il 95% di occupazione nel settore in questa regione.

Inoltre il reddito garantito da professioni nel settore dell’Informatica risulta essere molto maggiore per le neolaureate rispetto alla media degli altri campi lavorativi. Il reddito mensile sembra affermarsi ai 1.248 euro, con in Veneto ancora in testa superando anche i 1.300 euro, contro la media dei 1.141 euro per altri settori lavorativi.

Lo studio condotto da E.Boschetto, A.Candiello, A.Cortesi e F.Fignani e promosso dalla Commissione per le Pari Opportunità della regione Veneto si focalizza sulla disparità di genere fra uomini e donne immatricolati in corsi di Informatica.

I maschi immatricolati nel 2011 erano circa 12.657, contro le 2.889 immatricolazioni di donne. Tuttavia lo squilibrio si registra soprattutto in ingresso:sono in prevalenza i maschi quelli che tendono a scegliere discipline informatiche rispetto alle donne, ma nel complesso il numero di laureate donne è maggiore rispetto a quello dei colleghi maschi. E anche l’occupazione post-laurea per le donne oltre ad essere maggiore rispetto alle laureate in altre discipline, lo è pure rispetto agli uomini.

Il docente della Ca’ Foscari Agostino Cortesi, che ha guidato il gruppo di ricercatori, afferma che una simile disparità nella scelta dell’ambito informatico per le giovani potrebbe essere colmata da un lato promuovendo in maniera maggiormente efficacie delle forme di orientamento alla scelta dei percorsi universitari, dallall’altro cercando di sradicare alcuni stereotipi e pregiudizi di tipo culturali che vedono il settore ICT-Information and Communication Technology prettamente maschile e poco aperto alle donne.

Secondo Cortesi le donne andrebbero incoraggiate a scegliere percorsi universitari nel settore dell’Informatica, poiché costituisce un forte potenziale sia occupazionale che di crescita per il Paese.

Insieme con la Regione Veneto inoltre, si è inteso dare avvio a un dibattito principalmente culturale, per promuovere un’apertura del mondo ICT anche alle donne, superando stereotipi culturali relativi al settore presenti non soltanto fra gli uomini ma anche e soprattutto fra le donne stesse.

 

 

 

Silvia Pasquinelli  

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