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1 giugno 2012

Drastico calo di iscritti negli atenei inglesi. Colpa delle tasse triplicate

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/06/drastico_calo_di_iscritti_negli_atenei_inglesi_colpa_delle_tasse_triplicate-300x168.jpgLa politica dei tagli e di aumento delle tasse non è più ormai soltanto una soluzione messa in atto dai vari governi italiani. L’attuale crisi globale che da qualche tempo sta avendo sui paese europei effetti peggiori rispetto agli Stati Uniti, da cui era invece cominciata, sta spingendo sempre più i diversi governi nazionali ad intraprendere politiche poco amate dal popolo. L’aumento delle tasse universitarie è una di queste.

Nel Regno Unito a causa dei tagli all’Istruzione attuati dal governo di David Cameron molte università si vedranno costrette, a partire dal prossimo anno accademico, ad aumentare le rette che nella maggior parte dei casi triplicheranno. Le tasse universitarie passeranno da tremila a novemila sterline secondo fonti del Daily Telegraph, con conseguente calo di immatricolazioni.

Anche se non tutti gli atenei triplicheranno le rette, la maggior parte sta già provvedendo ad un aumento delle tasse.

Già da ora i dati ufficiali rivelano un calo di iscritti che passano di circa il 9% nelle università inglesi. Si tratta di dati significativi, considerando che a fine aprile vi è la scadenza per iscriversi all’università in Gran Bretagna.

I cali maggiori riguardano i corsi di laurea in discipline artistiche, con cali fino al 16%, e una diminuzione del 14% per le facoltà umanistiche. Sembrano invece resistere i corsi di Medicina e Ingegneria, che registrano un calo solo del 2% circa.

Non è un caso che le facoltà che garantiscono maggiori opportunità occupazionali e professioni meglio pagate restano quelle preferite. Il crollo di iscritti alle facoltà umanistiche rimane comunque da tenere in considerazione, poiché ritenute comunque di una certa importanza secondo il sindacato dei docenti universitari in Inghilterra.

In seguito al rincaro delle rette, sembra che molti studenti abbiano preferito fuggire in Scozia, dove le tasse sono state abolite quasi ovunque e la grande maggioranza degli atenei è gratuito, e in Galles, dove l’incremento delle tasse risulta molto più contenuto che in Inghilterra.

Anche molti studenti italiani si vedono ora scoraggiati dall’andare a studiare in Inghilterra. Mentre infatti fino all’anno passato il tetto massimo di spesa per frequentare un ateneo inglese non superava i 2500 euro circa e per molte famiglie non risultava difficile mantenere gli studi dei propri figli, con l’aumento delle rette e il già alto costo della vita in Inghilterra, iscriversi a un’università inglese comincia a divenire proibitivo.

Anche gli studenti provenienti dal resto d’Europa sembrano essere in calo, registrando una diminuzione del 13% di stranieri, passando dai 45.727 ai 39.966 iscritti. I dati forniti dall’ente governativo Higher Education Funding Council rivelano al contrario un aumento delle iscrizioni in Scozia, in particolare da parte di molte famiglie che non intendono ricorre al prestito d’onore, ovvero un finanziamento private di banche o finanziarie, per permettere ai figli di mantenersi gli studi.

L’Inghilterra di Cameron si appresta a divenire secondo i sindacati inglesi e gran parte delle famiglie, uno dei paesi più cari anche per quanto riguarda l’istruzione.

 

 

Silvia Pasquinelli  

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