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12 febbraio 2012

Il robot barchetta per la salvaguardia dei mari

 

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Un robot eco-compatibile per garantire la pulizia e la salvaguardia di mari. Nel nuovo polo di Ricerca delle Tecnologie per il mare e della Robotica Marina è stato presentato pochi giorni fa l’innovativo robot Hydronet.

Realizzato dagli allievi della scuola superiore Sant’Anna dove, in seguito alla firma della convenzione fra la scuola superiore, il comune di Livorno e la Regione Toscana, è stato dato il via all’attività di ricerca nel campo della biorobotica marina, che si occupa dell’interazione fra ambiente nautura e le macchine e dello sviluppo di tecnologie ingegneristiche ispirate alla biologia marina.

Hydronet è un robot avente la forma di una barchetta, lungo quasi due metri.

È in grado di effettuare campionamenti fino a una profondità di 50 metri sotto il mare e di raggiungere una distanza fino a 20 metri dalla costa. Può essere utilizzato inoltre, anche per i bacini di acqua dolce. Il robot è dotato di sensori che gli permettono di effettuare un’analisi accurata delle condizione delle acque e può rilevare la presenza di sostanze inquinanti quali idrocarburi, petrolio, cadmio, mercurio e altri metalli pesanti.

Nonostante la presentazione ufficiale della macchina amica dell’ambiente sia avvenuta, il 28 gennaio scorso, poco tempo dopo il naufragio della nave da crocera Costa Concordia, in questi giorni si crede possa essere messo all’opera proprio all’isola del Giglio per monitorare ed effettuare delle scansioni riguardo ai livelli di inquinamento delle acque circostanti il luogo del disastro.

Il coordinatore dell’Istituto di Biorobotica della scuola di Sant’Anna Valdera di Pontedera, Paolo Dario, ha infatti ribadito più volte l’utilità di Hydronet e il suo utilizzo proprio per effettuare rilevazioni in acque potenzialmente contaminate. Il territorio dell’isola del Giglio risulta essere l’ideale per questo scopo, non soltanto per l’importanza dei dati forniti in merito al possibile inquinamento in corso, ma anche come test sul campo della nuova tecnologia.

Hydronet è il primo di due progetti di ricerca finaziati dal 2009 dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Environment ed ha ricevuto un’ottima valutazione da parte della Commissione Europea.

Grazie ai finanziamenti ricevuti dall’UE e ai fondi messi a disposizione dal comune di Livorno, i locali dei Bagnetti Caldi dello Scoglio della Regina, ex-stabilimenti balneari livornesi, sono potuti diventare sede dei Laboratori di Robotica Avanzata Arts Lab e di nanoingegneria Crim Lab. Segno che la ricerca scientifica e tecnologica in Italia compete ad altissimi livelli con quella dei paesi europei più avanzati.

 

 

 

Silvia Pasquinelli  

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