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Italia

11 aprile 2012

La compravendita dei titoli di studio mina il valore della laurea

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/04/la_compravendita_dei_titoli_di_studio_mina_il_valore_della_laurea-300x200.jpgFra le diverse forme di truffa diffuse in Italia, una di quelle che ultimamente sembra riscontrare molto successo è la falsificazione dei titoli di studio, in particolare lauree e diplomi, ma anche molti master.

Nonostante la totalità dei sondaggi condotti fra i giovani riveli che la maggioranza di essi non ritenga né la laurea né tantomento altri titoli di studio necessari a trovare lavoro, piuttosto molto più utili le raccomandazioni, la compravendita delle lauree è un fenomeno sempre più diffuso da qualche anno, principalmente fra le famiglie più abbienti, ma anche alcuni cittadini della classe media non disdegnano un tale “acquisto” se ne hanno la possibilità.

La diffusione di questo malcostume cresce a dismisura sull’intero territorio italiano. Contrariamente a quanto suggeriscono molti pregiudizi nordisti che vedono il Mezzogiorno come la patria incontrastata delle lauree low cost e dei diplomi falsi (preso ad esempio anche dall’ex-ministro Gelmini ai tempi della riforma del 2009), da come si è potuto constatare sia dai recenti fatti politici riguardanti la famiglia Bossi, sia dalle false università scoperte nel Lazio e Marche, il fenomeno si estende a macchia d’olio su tutto il Paese.

Oltre alla gravità legata alla compravendita volontaria delle lauree e dei master, ancora più grave è un nuovo genere di truffa, quello delle false università, che rischiano di far finire nella rete dei truffati anche quei giovani che il titolo di studio intendono guadagnarselo con lo studio. I casi sono moltissimi e nelle ultime settimane la guardia di finanza ne scopre di nuovi continuamente, a partire dalla falsa università pontina Giovanni Paolo I, che avrebbe assegnato anche lauree Honoris Causa ad alcuni vip, rivelatasi poi inesistente.

Ma sono soprattutto università online a rivelarsi in diverse occasioni degli atenei fantasma. Sulla Rete infatti, i cittadini possono rischiare di imbattersi in proposte di iscrizione ad università a basso costo che consentono di ottenere un titolo in poco tempo e senza fatica ma senza alcun valore legale, oppure trovare direttamente proposte di acquisto di titoli di studio non soltanto di università italiane, ma anche straniere, come la Berkeley University o la Cambridge University. Senza contare i titoli falsi acquistati all’estero, in paesi come la Bulgaria o la Svizzera ad esempio.

La ragione principale di questo fenomeno truffaldino risiede da un lato nell’occasione fornita di poter esibire un titolo per ottenere riconoscimento sociale, nonostante il titolo in sé non si riveli di particolare utilità a fini lavorativi. In altri casi si acquistano lauree false per ottenere un avanzamento di carriera o per ottenere avanzamenti nelle graduatorie dei concorsi pubblici.

Questo fenomeno danneggia in maniera gravissima quei laureati che con impegno e fatica hanno portato a termine il proprio corso di studi, non solo perché possono vedersi scippati il posto soprattutto nei concorsi pubblici da parte di persone incompetenti e senza merito, ma proprio onde evitare tale fenomeno le istituzioni ritengono di dover ricorrere a manovre come mettere in dubbio il valore della laurea per i concorsi.

Il sistema universitario in generale è già stato danneggiato da questo malcostume, poiché può costituire una delle ragioni per cui la laurea ha oggi molto meno valore di quanto non aveva in passato.

Silvia Pasquinelli  

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