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Italia

9 maggio 2012

La crescita del Paese deve partire dall’università

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In occasione del Technology Forum dal tema “L’ecosistema per l’innovazione quali strade per la crescita delle imprese e del Paese” che si terrà a Castelbrando, Treviso, il prossimo venerdi 11 e sabato 12 maggio, l’università e le imprese italiane avranno l’occasione di entrare in contatto e confrontarsi con il sistema organizzativo che caratterizza sia le università che le aziende statunitensi, in particolare il focus sarà rivolto all’innovazione tecnologica e agli scambi di tecnologie fra il nostro Pese e gli Stati Uniti.

Il forum tecnologico, quest’anno alla sua prima edizione, è stato organizzato da The European House-Ambrosetti in collaborazione con la US Air Force. L’intento è quello di mettere a confronto esperti nel campo tecnologico e imprenditori, attraverso discussioni e dibattiti che vedranno come punto centrale della discussione i temi della crescita economica, dello sviluppo scientifico-tecnologico e dell’innovazione non soltanto relativamente alle imprese ma anche agli atenei.

Come affermato dalla European House-Ambrosetti, il Technology Forum intende parlare direttamente ai manager delle maggiori aziende italiane, con lo scopo di promuovere una cooperazione fra i settori dell’industria, dell’economia e dell’istruzione, con particolare attenzione all’importanza della ricerca.

A questo proposito, uno degli interventi più attesi sarà quello di Burton Lee, proveniente dalla Stanford University, esperto nell’ambito imprenditoriale e “advisor di start up”, ovvero consulente per azionisti e investitori in nuove imprese che operano nella Silicon Valley, in California. Burton Lee ha già fornito alcune indicazioni importanti che possono rendere l’Italia maggiormente competitiva a livello tecnologico in ambito internazionale.

Ha infatti affermato che il rinnovamento del sistema economico e culturale italiano deve partire dalle università, poiché olt6re ad essere l’istituzione principale che effettua ricerca, è qui che ha luogo la formazione degli ingegneri, matematici, ma anche dei possibili futuri imprenditori. Lee ha sottolineato la necessità di una rinnovazione del sistema organizzativo dell’istituzione universitaria nel suo complesso, favorendo maggiore apertura all’innovazione e alla modernità e soprattutto deve poter essere in grado di produrre nuovi e più brevetti grazie ai risultati ottenuti con la ricerca. Il nostro sistema universitario risulta troppo rigido e secondo Burton Lee pone troppi ostacoli ai ricercatori e al ricambio del corpo docente.

Burton Lee sostiene inoltre che sarebbe d’aiuto prendere ad esempio il sistema organizzativo e formativo degli Stati Uniti, specialmente il rapporto fra Governo e mondo universitario. Negli USA il Governo può finanziare direttamente progetti di ricerca che producono sviluppo e crescita, oltre all’elevata quota di fondi che lo Stato stanzia per la ricerca.

Sulla proprietà intellettuale si concentra l’advisor Lee. La difficoltà che hanno gli atenei nostrani nel generare brevetti sarebbe alla base del cosiddetto “paradosso italiano”, per cui la qualità della ricerca è ottima e il numero di piccole aziende è elevato, ma non siamo in grado di produrre competitor a livello internazionale. Burton Lee cita a proposito esempi come le aziende Google e Facebook.

L’altra causa di questa mancanza è costituita da una chiusura del mondo accademico nei confronti del mondo delle imprese (caratteristica anche di molti paesi europei) e in Italia, aggravata dalla concentrazione del controllo delle maggiori aziende soltanto in poche mani.

Dal momento che al Technology Forum sono attesi anche il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera e il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, si spera che i suggerimenti forniti da esperti di un paese avanzato come gli Stati Uniti possano essere presi in considerazione, anche in vista della bozza per il decreto Start Up, a cui i due ministri stanno lavorando.

 

Silvia Pasquinelli  

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