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Lazio
1 novembre 2012
La Potenza delle Immagini – presentazione del libro a Roma Tre
È stato presentato ieri mattina all’Università Roma Tre il libro La Potenza delle Immagini di Roberto De Gaetano, professore di Filmologia all’Università della Calabria e direttore della rivista di cinema Fata Morgana. Il libro in ambito filosofico assume molta importanza per gli studenti di Filosofia, Società e Comunicazione che affrontano nei loro studi la materia trattata.
Alla presentazione erano presenti anche il professor Giacomo Marramao, che tiene il corso di Filosofia sopracitato, e la professoressa Daniela Angelucci. La presentazione del libro è avvenuta nel contesto delle lezioni, proprio per consentire agli studenti di poter entrare direttamente in contatto con un docente esperto nella disciplina filosofica che studiano. Questo è lo scopo fondamentale delle presentazioni di testi o film o anche soltanto incontri di tipo seminariale organizzate dalle università.
Nel libro viene osservato come il cinema dà la possibilità di mostrare i meccanismi del pensiero e dell’esperienza. La potenza delle immagini da cui deriva il titolo  rappresenta infatti la loro capacità di andare la realtà per dare avvio alla creazione cinematografica. Viene posto spesso l’accento sul montaggio, uno degli spetti fondamentali dell’attività del fare cinema.
Gli studenti del corso di Marramao vengono chiamati a osservare e analizzare famosi film da un punto di vista filosofico, perché sono uno dei modi per osservare come la realtà viene osservata e rappresentata da vari registi di diverse culture. Diviene quindi anche un mezzo di studio della società.
È la professoressa Angelucci a fare una lunga introduzione al libro di De Gaetano, soffermandosi sui vari saggi contenuti nel testo e sui concetti fondamentali: «la potenza delle immagini è di andare oltre la realtà. L’ispirazione dell’autore vene da Deleuze, ma tratta anche diversi autori, da Ejzenstein a Epstein, da Foucault a Garroni fino a Rancière. Nell’introduzione l’autore spiega che la dicotomia fondativa del cinema non è fra cinema della realtà e cinema della fantasia, ma è l’estetica della forma e l’estetica delle forze, dove la prima designa la scomposizione della messa in forma mentre la seconda il piano della realtà.»
Come ci spiega la professoressa, le forme, ossia il montaggio, siano il centro dell’analisi dell’estetica cinematografica.
«Il paradigma formale non prevede una fissazione, uno stato che la incarna. Nel cinema classico americano non è il rapporto fra le forme e la vita a essere rappresentato ma il rapporto fra le forme e le forme
Vengono più volte messi a confronto i film del cinema americano, di cui il professor Marramao è appassionato, come egli stesso afferma, con quelli di tradizione europea di cui si trova espressione in Deleuze, filosofo francese contemporaneo.
«Il testo di De Gaetano è molto filosofico ma necessario per analizzare i testi di cinema» sostiene Angelucci.
La considerazione del cinema in quanto Arte è uno dei punti principali della discussione. Angelucci sostiene in merito che riguardo alla realtà «l’arte ne incarna il divenire e il cinema sembra farlo meglio rispetto alle altre arti.»
Marramao, tornato dagli States pochi giorni fa, si è soffermato invece sul rapporto fra estetica e politica, sottolineando la distanza da De Gaetano sul tema: «Anche io valorizzo il tema della potenza ma non di tipo politico. Io temo molto qualunque estetica della politica, come la geometrizzazione estetizante del Comunismo fatta da Badiou. L’estetizzazione della politica è una delle cause delle grandi tragedie della storia. In Ejzenstein fare cinema è un processo dinamico. Uno degli aspetti che maggiormente ha attratto l’attenzione degli studenti è stato la maniera con cui il cinema riesce a cogliere la forza espressiva in grado di cogliere la “singolarità”, ovvero quella particolarità che ha un personaggio in un film e che lo distingue dalla comunità
Roberto Di Gaetano ancora una volta viene richiamata in causa la differenza fra il cinema americano e quello europeo: «Nel cinema americano ci sono dati empirici. I poveri e i ricchi, i nordisti e i suddisti, come fenomeni naturali. Nel cinema americano l’istanza dominante è la messa in relazione degli elementi con la morale (bene vince sul male). In Ejzenstein il montaggio è rilevante sia per la dimensione narrativa che lo orienta ma anche per un modello analogico con le immagini.»
I contenuti del libro di De Gaetano sono certamente importanti per gli studenti di filosofia poiché tutti gli autori citati sono solitamente studiati nel corso di Filosofia, Società e Comunicazione ma anche per tutti gli studenti di filosofia. Inoltre si tratta di una disciplina che consente di avere una migliore comprensione del mondo, soprattutto di elementi della vita quotidiana, come il cinema in questo caso.
Fonte foto

Silvia Pasquinelli  
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