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Italia

22 maggio 2012

Laurea in anticipo durante la crisi

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La crisi economica attuale che scaratterizzando da qualche anno l’Europa ha provocato e continua a provocare profondi sconvolgimenti non soltanto sul piano economico dei vari Stati a un livello più generala di mercati, ma anche e soprattutto a livello delle abitudini dei singoli cittadini.

In quea prospettiva, le abitudini dei giovani e delle loro famiglie sono iniziano a subire mutamenti non necessariamente in negativo.

In base al XIV rapporto di Almalaurea dal titolo “Laurearsi in tempi di crisi. Come valorizzare gli studi universitari” risulta che i giovani hanno sempre più la tendenza a laurearsi nei tempi previsti, favorendo una diminuzione del numero generale di fuoricorso nelle università italiane.

Il rapporto di Almalaurea, presentato ieri 21 maggio alla Conferenza dei Rettori italiani tenutasi a Roma, suggerisce una tendenza di molti studenti italiani a seguire le orme dei coetanei all’estero e intraprendere attività lavorative e di tirocini già durante gli anni di università. Si segnala un maggiore investimento negli stage soprattutto all’estero, in previsione di una maggiore possibilità in ambito lavorativo.

L’età media dei laureati della triennale si attesta intorno ai 24 anni, e in maggioranza sono gli studenti provenienti da classi sociali medie o basse (rispetto al passato, dove la prevalenza degli studenti proveniva da famiglie benestanti). L’età media dei laureati sembra quindi essere in calo, come afferma il direttore di Almalaurea Andrea Cammelli. Cammell dichiara al Corriere della Sera, che è in diminuzione anche il numero di studenti che si laureano a circa trent’anni e che in questi casi si tratta di giovani che hanno intrapreso gli studi anche due o tre anni dopo il termine delle scuole superiori.

L’età media dei laureati della specialistica si attesta invece si attesta intorno ai 25, 2 anni, , 26,1 per i laureati della specialistica nei corsi a ciclo unico. Dati incoraggianti, considerando che nel 2004 l’età media dei alureati della triennale si attestava a circa 26,8 anni di età. Sono sempre di più quelli che si iscrivono alla specialistica, scegliendo di proseguire. Circa il 61% effettua questa scelta.

Tuttavia possiamo affermare che questo dato sia dovuto soprattutto a una difficoltà a trovare lavoro che non alla volontà di proseguire nella convinzione che un titolo di livello più elevato possa essere utile a fini lavorativi.

Nonostante questi dati positivi dal punto di vista della frequenza universitaria, non bisogna tralasciare quanto la difficoltà nel trovare un lavoro una volta terminati gli studi, possa indurre molti giovani a concentrarsi nello studio per compensazione.

Il rapporto ha coinvolto 215.525 laureati del 2011 è consultabile sul sito Almalurea e da giugno sarà disponibile anche in versione cartacea su Il Corriere dell’Università on Job.

Silvia Pasquinelli  

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