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Università

22 marzo 2012

I ricercatori del CNRU scrivono al Ministro Profumo

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/03/i_ricercatori_del_cnru_scrivono_al_ministro_profumo-300x225.jpgÈ attesa la risposta del ministro dell’ Istruzione Francesco Profumo alla lettera aperta a lui rivolta da parte dei ricercatori del CNRU-Coordinamento Nazionare dei Ricercatori Universitari su iniziativa dei professori Marco Merafina e Annalisa Monaco. Con questa iniziativa viene richiesto un riconoscimento economico e giuridico dello status di ricercatore e la ricostruzione di carriera dei ricercatori confermati.

La situazione dei ricercatori in Italia infatti non è affatto semplice e molto drammatica se confrontata con quella dei ricercatori europei: non soltanto in Italia i dottorandi sono precari per la maggior parte della loro carriera lavorativa, ma sono anche quelli con lo stipendio più basso d’Europa nonché degli Stati Uniti, e spesso sono impegnati a svolgere attività d’insegnamento non remunerata o con un slario minimo.

La maggior parte dei ricercatori si trova inoltre in una situazione di eterna attesa nella speranza di vedere il proprio posto confermato. Quest’ultimo punto risulta essere uno dei punti caldi della lettera al ministro. Nella lettera si afferma infatti che quanto ribadito più volte dal Sottosegretariato di Stato per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca riguardo all’adeguamento degli stipendi per il passaggio da ricercatore o professore associato a confermato, continua a non essere messo in atto dalla maggioranza degli atenei.

Sono molti i ricercatori che in questi giorni sottolineano l’urgenza delle modifiche alla legge 240/10 (legge Gelmini) che riguarda appunto le carriere, e soprattutto richiedono chiarimenti riguardo al provvedimento del Governo dell’ 8 marzo scorso, il quale anziché apportare modifiche in meglio alla legge 240, complica maggiormente la situazione dal momento che prevede l’accorpamento di molti dottorati di ricerca, sulla base della presenza di almeno quindici fra professori ordinari e associati.

Come conseguenza vi sarebbe una riduzione di più della metà dei dottorati, di cui molti ricschiano di venire chiusi causando un grave danno allo sviluppo della ricerca universitaria. Il CNRU ribadisce inoltre, come questo provvedimento sia disacriminatorio nei confronti dei ricercatori non confermati, che verrebbero messi sullo stesso piano di quelli confermati e dei docenti per qunto riguarda la valutazione del proprio lavoro, ma nettamente distinti per qunto concerne i ruoli che svolgono all’interno delle università.

La valorizzazione delle figure dei ricercatori è una delle questioni principali del mondo universitario nel nostro Paese. Sono loro infatti che, grazie ai loro studi e ricerche apportano innovazione e sviluppo scientifico, senza dimenticare che compongono una grande fetta del personale universitario. Se confrontati con il resto dei paesi avanzati del mondo, i nostri ricercatori, altrettanto meritevoli, non godono del merito e ll’importanza che rivestirebbero all’estero. Costituiscono una grande risorsa sia per gli atenei che il Paese.

Silvia Pasquinelli  

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