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Italia

19 maggio 2012

Profumo:”Niente aumento di tasse per gli studenti”

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/05/profumo_niente_aumento_di_tasse_per_gli_studenti-300x199.jpg“Non ci saranno altri aumenti di tasse per gli studenti universitari”. È quanto ha affermato ieri sera il ministro Profumo al termine dell’incontro tenutosi a Fiesole, vicino Firenze, con i giornalisti in seguito alla cerimonia per i 25 anni del Progetto Erasmus (Ansa).

Gli studenti infatti temevano un ulteriore aumento delle tasse universitarie secondo quanto previsto dal Dl 437.

Il decreto legge era stato interpretato da molti come come una sorta di ultimatum alle università in quanto, per premettere l’assegnazione delle cattedre ai giovani ricercatori, gli atenei avrebbero dovuto aumentare le tasse agli studenti.

Alcune organizzazioni studentesche toscane, Diritti a Sinistra-Pisa, CSX-Firenze, e MOUSE-Siena, erano pronte ad inoltrare lettere di diffida ai rettori per scongiurare il possibile incremento delle tasse, ritenuto già altissimo e insostenibile per molti studenti.

La tassazione degli atenei pubblici in Italia è fra le più alte d’Europa, precisamente al terzo posto dopo Gran Bretagna e Olanda. L’aumento paventato dagli studenti inoltre sarebbe risultato in contrasto con il DPR 306/1997, che prevede un tetto massimo alle tasse universitare fissato al 20% del Fondo di Finaziamento Ordinario previsto dallo Stato.

Un gran numero di associazioni studentesche in tutta Italia hanno aderito alla campagna “Dividi i costi, aumenta il sapere” promossa da RUN- Rete Universitaria Nazionale, che già dal 16 maggio scorso ha dato il via alla raccolta firme in tutto il territorio nazionale e che proseguirà per tutto il mese di maggio, per una diffida legale contro l’incremento delle tasse eventualmente previsto dai consigli di amministrazione degli atenei.

Il ministro Profumo ha tuttavia ribadito che non ci saranno ulteriori aumenti, ed ha affermato che il dl 437 prevede un accordo con le Regioni avente lo scopo di incentivare l’investimento sui giovani studenti da parte degli enti locali grazie all’incremento di circa il 50% rispetto all’anno 2011, dei fondi da investire sul territorio.

Profumo ha poi aggiunto che il denaro speso dalle Regioni per incentivare il diritto allo studio, ritorna indietro attraverso i soldi spesi dagli studenti per i materiali universitari e per l’attività di studio, come libri e mezzi pubblici.

Gli universitari costutiscono quindi una risorsa per gli enti locali e investire su di essi è necessario per favorire lo sviluppo economico del Paese.

 

Silvia Pasquinelli  

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