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Università

27 aprile 2012

Rettori decaduti: per il Ministero restano in carica

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In seguito alla proroga alla legge sulla scadenza delle cariche di rettore a opera del Ministero dell’Istruzione, le polemiche del corpo docente non hanno tardato a farsi sentire. Molti insegnanti infatti, protestano contro una recente nota del Ministero dell’Istruzione che lascerebbe in carica molti Rettori anche dopo la scadenza del loro mandato.

La legge di riforma dell’università n°240 del 2010 prescrive che il mandato dei Rettori in carica possa essere prorogato fino al termine dell’anno successivo a patto che il nuovo Statuto sia stato adottato. Sei mesi di tempo avevano i Rettori perfarlo, eventualmente prorogabili di altri tre mesi. Decorso anche questo lasso di tempo, il Ministero avrebbe dovuto provvedere alla costituzione di una commissione per predisporre le modifiche a tale statuto.

In base a quanto espresso nella lettera di protesta rivolta al ministro Profumo da parte di 41 insegnanti, la nota del Ministero risulta contradditoria e non allineata con la legge. Mentre la legge prevede una proroga di un anno alla scadenza dei mandati soltanto per quei Rettori che abbiano adottato il nuovo statuto, la nota del Ministero del 6 aprile scorso, prevede che tale proroga si applichi a tutti i Rettori indistintamente.

Il ministro Profumo ha replicato affermando che è tutto regolare e che la legge stessa prevede una proroga necessaria a far sì che l’adozione dello Statuto da parte degli atenei, con conseguenti modifiche nell’organizzazione di ogni ateneo, non comporti confusione e soprattutto eviti l’assenza di un organo di governo delle università durante la transizione. Il ministro a poi affermato che le università, in quanto sistemi complessi, necessitano di continuità per garantire la corretta gestione degli atenei durante il rinnovamento delle atre cariche e dei compiti assegnati.

Tuttavia il mantenimento della carica di Rettore anche dopo la scadenza a 14 docenti dell’università di Messina non piace, e sono stati proprio loro a firmare per primi la lettera da inviare al Ministero, che ha ora raccolto l’approvazione dei professori di tutti gli altri atenei d’Italia, arrivando a 41 docenti firmatari.

Molti di questi insegnanti definiscono questa situazione come “democrazia sospesa”. I rettori decaduti prima dell’adozione dello Statuto dovrebbero lasciare la carica e permettere nuove elezioni. Il Ministero dovrebbe inoltre commissariare le sedi che non hanno adottato lo Statuto. Secondo l’interpretazione del Ministero dell’Istruzione questa situazione produrrebbe caos nell’amministrazione universitaria.

I docenti ribadiscono che la gestione degli atenei può essere ordinata e adeguata pur nel periodo di rinnovamento degli organi di governo dell’università, senza bisogno di mantenere in carica Rettori con mandato scaduto.

Silvia Pasquinelli  

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