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Italia

25 gennaio 2012

Sclerosi multipla: mentre il mondo va avanti, l’Italia resta a guardare

ControcampusControcampusRisale al 2008 l’annuncio della scoperta da parte del Dott. Paolo Zamboni con il Prof. Fabrizio Salvi della patologia venosa dal nome “Insufficienza Venosa Cronica Cerebro-Spinale” (CCSVI). Si tratta di una malformazione congenita dell’apparato circolatorio con conseguente infiammazione dei tessuti che causerebbe una cattiva circolazione con conseguente ristagno del sangue (stasi venosa).

Il professor Zamboni, sulla base dei suoi studi effettuati all’università di Ferrara, avrebbe individuato una correlazione fra la CCSVI e la sclerosi multipla. I depositi di sangue e ferro attorno a delle vene crebrali infatti, causerebbe la formazione delle placche sclerotiche. Inoltre, la terapia di dilatazione delle vene, angioplastica venosa, effettuata inizialmente su 65 pazienti affetti da sclerosi poi estesa ad ulteriori malati, avrebbe portato a un miglioramento nei movimenti, nonché della qualità della vita dei pazienti, persino in coloro che presentavano uno stadio avanzato della malattia.

Tuttavia la situazione resta controversa, soprattutto in Italia. Mentre in diversi paesi quali Stati Uniti, Paesi Arabi, Poloni, Bulgaria, Gran Bretagna e Canada, nonostante alcune sperimentazioni abbiano avuto esito negativo, sono stati stanziati fondi a sostegno della ricerca del Dott. Zamboni, nel nostro Paese si continua a discutere sulla veridicità e sull’efficacia della terapia.

Molti malati sono costretti ad emigrare all’estero, anche nella vicina Svizzera, per potersi sottoporre al trattamento. In Italia, al contrario, solo pochi ospedali attualmente effettuano la terapia angioplastica venosa e, dal momento che si tratta di un progetto ancora in fase sperimentale, le liste di pazienti risultanbo essere ancora a numero chiuso. A molti viene quindi preclusa la possibilità di essere operati.

Come più volte affermato dalla presidente della Onlus Sclerosi Multipla, Gisella Pandolfo, nel nostro Paese si metterebbe in dubbio persino la certezza dell’esistenza della CCSVI, mentre nel resto del mondo la sperimentazione scientifica procede senza ostacoli.

Non è il primo caso in cui il lavoro effettuato da ricercatori italiani non venga riconosciuto proprio nel paese di provenienza, aggravando l’emorragia di cervelli dall’Italia. In questo caso, sono i moltissimi malati che vengono nella maggior parte dei casi obbligati a trovare posto in altre nazioni.

Il progetto Brave Dreams (BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis) promosso dall’Azienda Ospedaliera Ferrarese cui hanno aderito 20 centri italiani e finanziato dalla regione Emilia Romagna, richiede il sostegno anche di chiunque sia interessato a far proseguire la sperimentazione in Italia.

Le cinque fondazioni Onlus“Assi.SM”,“CCSVI nella Sclerosi Multipla”,“Isola attiva”,“L’Abbraccio”,“SMuovilavita” hanno inviato in proposito una lettera al Ministro della Salute Renato Balduzzi per chiedere di sbloccare la situazione conseguente al decreto ministeriale del 4 marzo 2011 dell’ex-ministro Fazio, che avrebbe scoraggiato il trattamento della CCSVI non sperimentale causando il fermo dell’attività terapeutica. Il grido lanciato dalle associazioni di malati anche da uno dei maggiori social network, facebook.

Silvia Pasquinelli

Silvia Pasquinelli  

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