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Università

5 aprile 2012

Studio e lavoro: una convivenza difficile?

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/04/studio_e_lavoro_una_convivenza_difficile1-300x200.jpgLa vita di uno studente universitario medio non è facile come talvolta si crede. Si deve trovare il tempo per organizzare lo studio, conciliarlo con le lezioni e raccapezzarsi fra gli le date dei vari esami. Ancora più complicato è riuscire a conciliare tutto questo con il lavoro.

Ma sono moltissimi gli studenti che studiano e svolgono un’attività lavorativa. Le ragioni sono molteplici: principalmente per ottenere indipendenza dai genitori, per mantenersi gli studi o l’affitto soprattutto se fuorisede, per accumulare esperienza sempre utile sul curriculum.

Un gran numero di studenti svolge principalmente lavori saltuari oppure lavorano come camerieri, commessi, promoter, anche se non è raro trovare studenti che riescono a svolgere professioni nello stesso campo riguardante i propri studi. Questo può in molti casi accrescere le loro possibilità lavorative e di carriera future oltre a costituire un’ottima esperienza di crescita personale.

Eppure non sempre è facile conciliare le due attività di studio e lavoro. Non tutti i corsi di laurea consentono infatti un numero elevato di assenze. Anche se la frequenza non è obbligatoria, ci sono discipline come quelle maggiormente tecniche (ad esempio ingegneria, biologia, lingue) le cui lezioni svolte all’università sono fondamentali. Inoltre il carico di lavoro per gli studenti non frequentanti spesso è maggiore rispetto a quello dei frequentanti.

Questi elementi insieme alla tendenza di alcuni ragazzi a dare meno importanza allo studio e priorità al lavoro può causare un allungamento dei tempi di completamento del corso di studi, rischiando di finire fuori corso.
In ogni caso è sempre più evidente l’importanza che hanno le esperienze lavorative accumulate prima di terminare gli studi, tenendo presente che la maggior parte delle aziende al giorno d’oggi ricerca molta professionalità e generalmente vengono assunti più volentieri studenti con esperienza di lavoro che corsisti laureati nei tempi ma senza esperienza.

Anche le università dovrebbero tener conto dell’alto numero di studenti lavoratori e permettere maggiore supporto e agevolazioni, ad esempio fornendo materiali relativi alle lezioni reperibili online (come fanno molti atenei), ma anche e soprattutto relativamente alle date degli esami. Alcuni studenti affermano che sarebbe importante fare una distinzione fra coloro che non frequentano per impegni lavorativi e coloro che al contrario non frequentano per disinteresse, e le università dovrebbero considerare questa differenza, soprattutto per mostrare un adeguamento alle richieste della società.

Mentre in passato vi erano maggiori possibilità di trovare lavoro dopo aver completato gli studi anche senza aver necessariamente svolto qualche lavoro, oggi questa esperienza risulta essenziale. Le università devono dunque adeguarsi ai tempi che cambiano e adeguare allo stesso tempo la propria organizzazione e funzionamento tenendo in considerazione il lavoro per uno studente di importanza pari o quasi allo studio.

 

Silvia Pasquinelli  

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