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Italia

7 marzo 2012

Tirocini formativi per l’università: ma quanto è difficile trovare un posto!

 

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/03/tirocinio1-300x157.jpgCome moltissimi studenti universitari sanno bene, prima del termine degli studi è necessario svolgere un tirocinio formativo per ottenere dei crediti universitari, con modalità differenti da un’università all’altra e a seconda che si tratti di corsi di laurea triennale o specialistica.

Rispondendo a una richiesta da parte delle aziende, che ormai da anni lamentano di trovarsi spesso di fronte a laureati senza esperienza, ci si aspetterebbe una loro apertura ai programmi formativi di stage o tirocinio proposti dalle università.

Eppure capita frequentemente agli studenti di dover passare mesi alla ricerca di un’azienda disposta a far svolgere tirocini gratuiti a studenti e laureandi e, senza riuscire a trovare una sistemazione adatta, a far ricorso a programmi di stage organizzati dall’università stessa (se questa li prevede).

Il tirocinio obbligatorio è stato istituito nella maggior parte dei corsi di laurea per permettere agli studenti di mettere in pratica le conoscenze teoriche apprese durante gli studi e come forma di pre-ingresso nel mondo del lavoro, per non rischiare di arrivare al termine degli studi senza aver avuto quelle esperienze sul campo sempre più richieste dalle imprese.

In diversi casi è l’università che si occupa di collocare i propri studenti presso le aziende per un dato periodo di tempo, ma con la collaborazione delle ditte interessate. Tuttavia è stata rilevata spesso fra gli studenti di molte università sia una carenza di aiuto o indirizzamento proveniente dagli atenei, sia una scarsa o scarsissima propensione delle aziende, dalle quelle piccole a quelle più grandi, a prendere studenti stagisti per periodi brevissimi, senza oneri finanziari, trattandosi di stage gratuiti e senza finalità d’inserimento in azienda.

La maggior parte degli studenti afferma di dover passare mesi a cercare un posto come stagista, che in genere si tratta inoltre di un lavoro vero e proprio ma non retribuito, causando anche in alcuni casi un ritardo nei tempi di termine dei corsi di studio.

Considerando che il numero di studenti universitari in Italia è di 1781887 secondo i dati del Miur, ed escludendo i programmi di stage organizzati dagli atenei o dalle aziende che cercano proprio stagisti per scopi formativi, dal momento che si tratta di opportunità riservate a un numero limitato di studenti per volta, il problema della difficoltà a trovare il posti di stagista è piuttosto elevato.

Alcune università come Roma Tre mettono a disposizione i propri uffici e biblioteche come luoghi di svolgimento delle attività formative. Si tratta però di occasioni sprecate da parte delle aziende, che nonostante siano alla costante ricerca di potenziali lavoratori già esperti, non contribuiscono alla formazione lavorativa dei giovani, neanche quando questo non richiede oneri finanziari o burocratici di alcun tipo.

Molte imprese dovrebbero al contrario sfruttare maggiormente queste opportunità ed essere maggiormente disposte ad accogliere studenti stagisti, essendo vantaggioso anche per loro trovarsi un giorno di fronte a laureati già con esperienza in determinati ambiti lavorativi.

Silvia Pasquinelli  

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