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Italia

20 aprile 2012

Twitter snobbato dagli atenei italiani

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/04/twitter-follow-me-post-300x222.jpgSulla base delle stime del Ministero dell’Istruzione un numero sempre crescente di atenei italiani è presente sulla Rete, in particolare sui socia network e sulle piattaforme di microblogging. Ben il 64% fra le 25 maggiori università per quantità di iscritti ha aperto un proprio account su Twitter. Tuttavia malgrado alcuni atenei riescano ad avere anche fino a più 2000 “followers”, il numero di coloro che realmente cinguettano l’uno con l’altro risulta molto basso.

Le sole università che vantano più di 2500 followers sono il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino e le università di Padova e Torino. I dati raccolti dal MIUR sono stati approfonditi da Università.it che già aveva precedentemente effettuato una ricerca analoga riguardo al rapporto fra atenei italiani e Facebook.

Mentre in quell’occasione le stime non erano state ugualmente negative, al contrario, Facebook per gli atenei si era rivelato un buon mezzo per avvicinare l’istituzione universitaria agli studenti e per incoraggiare le interazioni fra studenti, nel caso di Twitter la situazione è ben lontana dall’essere altrettanto positiva. In parte questo scarso interesse sia da parte degli atenei sia da parte dei loro follower (presumibilmente in maggioranza studenti) può essere dovuto a un differente genere di interazione che si svolge su twitter, rispetto all’altro celebre social network Facebook.

Tuttavia uno degli aspetti maggiormente rilevanti riguarda l’utilizzo molto frammentario di Internet e molto differenziato da una regione all’altra. Mentre, come abbiamo visto, i maggiori atenei del nord Italia sono quelli che twittano di più, in fondo alla classifica si piazzano La Sapienza di Roma, l’università di Bari con meno di 200 tweet al giorno, e la Federico II di Napoli che risulta aver twittato solamente 27 volte.

L’utilizzo del social network risulta inoltre molto poco organico e discontinuo, spesso assente. Nonostante alcune università posseggano un numero rilevante di iscritti al proprio profilo su Twitter, infatti, i membri interagiscono molto poco. È il caso dell’università di Cagliari, ad esempio, che con 1300 follower non presenta nessun tweet sin dall’apertura dell’account.

Come era risultato dalla ricerca relativa alle università e Facebook, anche nel caso di Twitter la presenza di molti atenei sulle piattaforme sociali è dovuta alla volontà degli studenti, i quali per propria iniziativa hanno creato gli account per poter interagire fra loro, come avviene per l’università di Firenze, oppure grazie ai canali multimediali dell’università, come nel caso dell’ateneo di Bologna.

La scarsa presenza degli atenei nostrani su Twitter dimostra da un lato una mancanza di interesse e di volontà da parte delle istituzioni universitarie ad aprire un canale di comunicazione con i propri studenti che sia più aggiornato, al passo con i tempi e diretto, dall’altro anche la scarsa importanza che molte università riservano alla Rete e ai nuovi mezzi di interazione sociale, nonché una scarsa innovazione e attenzione alla modernità.

Silvia Pasquinelli  

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