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No di Profumo alla Rete degli atenei del Sud

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/10/no_di_profumo_alla_rete_degli_atenei_del_sud-300x199.jpgL’iniziativa dei Rettori di alcune università del Sud in merito alla creazione di una Rete di conoscenze e menti degli atenei meridionali è stata inaspettatamente bocciata dal Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo.

Gli atenei intenzionati ad aderire al progetto sono quelli di Puglia, Basilicata e Molise, con eventuali aperture verso altre università del Meridione.

L’obiettivo era quello di creare un network di condivisione e interscambio di saperi e ricerche fra docenti, ricercatori e studenti degli atenei in maniera tale da favorire le collaborazioni e costituire un laboratorio per lo sviluppo di una ricerca d’eccellenza nel Mezzogiorno.

Grazie alla Rete delle Università sarebbe stato possibile anche stabilire strategie comuni d’investimento dei fondi in progetti condivisi fra più atenei in modo da gestire in maniera uguale le risorse economiche e ottenere un risparmio nelle spese.

L’idea era di creare una Rete comune di collaborazione in grado di costituire occasione di crescita e sviluppo per la ricerca del Mezzogiorno, spesso svantaggiata in fatto di finanziamenti e fondi pubblici rispetto agli altri atenei d’Italia. In questo caso l’autonomia del Sud avrebbe quindi avuto effetti positivi, anziché simboleggiare chiusura e protezionismo, oltre a consentire una riduzione dei costi

Tuttavia il Ministro Profumo non sembra essere dello stesso avviso e dopo vari incontri presso la sede del Ministero a Roma, l’iniziativa è non è stata approvata.

Sin dal settembre 2010 gli atenei della Basilicata, Molise e Puglia ebbero l’idea di creare una rete comune di ricerca e sviluppo, prevedendo i tagli, sempre maggiori di anno in anno, previsti dalla Riforma Gelmini.

Proprio la legge 240 prevede la possibilità per le università di fondersi e dare luogo a delle federazioni universitarie che consentano di risparmiare fondi ed evitare sprechi di denaro, oltre a ridurre un’eccessiva proliferazione di sedi universitarie inutili.

È in quest’ottica che nasce il progetto della Rete di Atenei. In questo modo diverse università avrebbero potuto, ad esempio, sfruttare le proprie sedi per costituire e offrire una rete di servizi alla collettività, come nel caso della “Medical School”, nata dall’idea degli atenei di Bari, Foggia e Campobasso di mettere a disposizione le sedi delle facoltà di Medicina per costituire una rete formativa e assistenziale unica e condivisa fra le regioni.

Nel corso dell’estate appena trascorsa i Rettori di varie università meridionali, in particolare Giovanni Cannata (dal Molise), Corrado Petrocelli (Uniba), Giuliano Volpe (Università di Foggia), Mauro Fiorentino (Basilicata), Nicola Costantino (Politecnico di Bari) e Domenico Laforgia (Università del Salento), hanno fatto pressioni sul Ministro Profumo, Rettore del Politecnico di Torino, senza esiti positivi.

Sia ai Rettori delle università interessate che ad alcuni esponenti politici, la decisione di Profumo sembra quella di scoraggiare ancora una volta le possibilità di crescita e di emancipazione delle università meridionali a vantaggio di quelle del Nord.

Quello che causa maggiore sconcerto fra gli atenei è il fatto che l’iniziativa, per come formulata, non necessiterebbe fondi aggiuntivi da parte dello Stato, ma, al contrario, permetterebbe un migliore riutilizzo delle risorse economiche già destinate alle varie università.

Il deputato dell’IDV, Pierfelice Zazzera, tuona in particolare contro Profumo, definendolo un “sabaudo” il cui scopo è solamente di salvaguardare gli interessi del Nord e degli atenei Settentrionali.

In realtà una rete di università rivolta al Meridione già esiste, ed è stata prevista e progettata dal MIUR insieme con il Ministero degli Esteri. Si chiama Innovitalia, ed è una rete informatica di ricercatori, scienziati e docenti italiani attiva dal 4 ottobre scorso, con l’obiettivo di favorire la condivisione di progetti di ricerca, chiedere suggerimenti e condivisione delle conoscenze fra realtà differenti.

La rete Innovitalia nasce con l’intento di arginare la fuga dei cervelli italiani all’estero e garantire una collaborazione virtuale fra di essi. Sempre di recente è nata invece l’iniziativa “Messaggeri. Importare saperi nell’Università del Mezzogiorno”, per importare nelle università del Sud le esperienze di ricercatori all’estero e permettere a studenti italiani di svolgere degli stage in altri paesi per poi diffondere nuovamente le conoscenze apprese nei propri atenei di partenza.

Intanto gli i Rettori delle università meridionali mantengono comunque viva l’intenzione di creare una sorta di federazione universitaria pur senza l’approvazione del Miur, aprendosi anche agli atenei di Campania, Calabria e Sicilia.

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Silvia Pasquinelli  

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