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Risparmio

23 gennaio 2013

Compro oro: consigli per vendere oro usato e difendersi dalle truffe

 

comprare oro

Uno degli effetti più evidenti della crisi economica attuale è costituito dall’apertura di un    numero elevatissimo di negozi per la compravendita di oro usato.

Molte famiglie, pensionati,  giovani e studenti si recano con sempre maggiore frequenza dai compro oro per recuperare qualche soldo dalla vendita di catenine, bracciali e oggetti d’oro.

Sin dall’inizio della crisi economica mondiale nel 2009, queste attività si sono moltiplicate sempre più e in tutte le città italiane si possono notare il gran numero di negozi compro oro. Sono ormai circa 5000 nel nostro Paese con un fatturato di circa due miliardi di euro l’anno (dati Kataweb).

Anche la domanda è in forte crescita e riguarda tutti gli strati della popolazione, indipendentemente dalle fasce di età. Mentre tradizionalmente erano soprattutto pensionati e persone in età più avanzata a rivolgersi al Banco dei Pegni o ai compro oro, per trovare qualche sostegno finanziario alla propria pensione, oggi anche persone fra i trenta e i cinquant’anni hanno iniziato a rivendere i propri oggetti d’oro.

Ma la novità sono i giovanissimi, non soltanto ventenni ma anche minorenni, che vendono pendenti, medagliette o catenine ricevute in dono da piccoli per la cresima e comunione in cambio di denaro per comprare abbigliamento o, in alcuni casi, per aggiudicarsi cellulari e I-Phone e altri di ultima generazione. A questi poi si aggiungono gli studenti che per motivazioni di bisogno come il pagarsi il fitto o per motivazioni non di primaria necessità, vendono i proprio preziosi in cambio di liquidità.

Tuttavia il business dei negozi compro oro spesso non è limpido e onesto come dovrebbe, celando loschi  interessi. Molti di questi negozi costituiscono un modo per nascondere attività di riciclaggio di denaro o usura derivanti da business di stampo mafioso.

In certi casi, la gestione della vendita di oro o argento è gestita dalle banche, come nel caso del Monte di Pietà di Roma, di proprietà della UniCredit,  i quali hanno anch’essi  interessi da salvaguardare.

 

Bilancia Oro

Il rischio truffe e raggiri è elevato. Come è stato più volte dimostrato, gli acquirenti d’oro tendono a ingannare i venditori sulla quantità d’oro presente nell’oggetto venduto manomettendo la bilancia e a corrispondere un valore spesso molto inferiore rispetto a quello effettivo.

Questo genere di truffa viene attuato anche da molti negozi compro oro, contando sul fatto che la maggior parte della gente non è esperta nell’assegnazione di valore agli oggetti cari.

Tuttavia via sono suggerimenti per ridurre il rischio truffe:

  • Accertarsi della purezza dell’oro presente in catenine o braccialetti. Spesso l’oro non è puro, ovvero 24 K, ma presente insieme a leghe di altri metalli. In questo secondo caso è oro 18K, con composizione al 75% oro e 25% altre leghe. Gli oggetti in oro 18K sono venduti a un prezzo più basso, 25% in meno dal prezzo applicato all’oro puro.

  • Far pesare gli oggetti da un gioielliere di fiducia o pesarli da sé con una bilancia apposita, per evitare il rischio che il compro oro manometta la bilancia e assegnare all’oggetto un peso inferiore.

  • Controllare le quotazioni dell’oro su quotidiani economici come il Sole 24 Ore o su siti internet finanziari per assicurarsi che i prezzi applicati dai negozianti siano corrispondenti all’effettivo valore di mercato.

  • Verificate la strumentazione usata per il peso,  la bilancia deve essere a norma e bene in vista.

  • Farsi rilasciare la ricevuta che riporti i dati dell’acquirente compro oro, la quantità di oro acquistata, l’importo corrisposto e la modalità di pagamento che, nel caso sia in contanti non può essere superiore ai 1000 euro.

  • In base all’art. 247 del Regolamento di Polizia i commercianti d’oro devono tenere ed esibire un registro di pubblica sicurezza in cui vengono registrati gli importi applicati, i dati del venditore e dell’acquirente e la quantità di merce venduta.

Il denaro ricavato dalla vendita di oggetti preziosi rimane in ogni caso solo temporaneo e talvolta si può rischiare di dare via oggetti cari per un valore inferiore a quello reale o per soddisfare bisogni momentanei. Occorre quindi riflettere bene prima di vendere un oggetto che può contenere valore affettivo più che monetario.

Silvia Pasquinelli

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