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In Rilievo

12 gennaio 2013

Affitti studenti: appartamenti condivisi, ecco come risparmiare

 

Affitti Studenti

Da un lato la crisi economica, dall’altra l’aumento delle tasse, sempre più italiani sono tornati a dare in affitto stanze della propria abitazione per studenti, ma anche per molti lavoratori. Aumentano cosi gli affitti studenti.

Si chiamano affitti studenti ovvero affitti condivisi, e consistono nella condivisione dell’appartamento con giovani studenti universitari, ma recentemente anche con tanti lavoratori pendolari. Quest’ultima è la vera novità.

Infatti per gli studenti fuori sede si tratta di un modo per risparmiare sulle spese di affitto di un intero appartamento e sulla comodità di poter risiedere nella città in cui si studia, potendo condividere la casa con altri coinquilini, generalmente anche loro studenti giovani.

Ma recentemente la pratica degli affitti studenti delle stanze si sta diffondendo sempre di più anche fra giovani lavoratori, alla ricerca di indipendenza dalla propria famiglia senza dover spendere cifre esorbitanti per affitti a singoli o per mutui che le banche non concedono neanche più.

Molti universitari, una volta terminati gli studi, decidono di continuare a vivere con gli amici coinquilini o con estranei. In questo modo pur non avendo un lavoro fisso o che garantisca grandi guadagni (oggi la media di uno stipendio per un lavoro full time va dai 500 agli 800 euro, e già uno stipendio da 900 è da sogno), le spese di gestione della casa, come luce, gas, riscaldamenti, alimentari e non ultimo l’affitto vengono condivise fra i coinquilini.

Il guadagno è doppio anche per i proprietari degli appartamenti che concedono affitti studenti. In alcuni casi uno studente affitta l’intera casa e subaffitta le stanze o i posti letto ad altri ragazzi o lavoratori. In altri è un proprietario estraneo che affitta le stanze. In questo modo le spese per tasse come l’Imu diventano meno gravose per il proprietario.

Senza contare che per moltissimi giovani che hanno studiato per anni o che hanno trovato presto un lavoro fuori dalla propria città o regione, tornare a vivere nella città di origine può non essere così piacevole. Dopo aver passato mesi, talvolta anni con amici o estranei in un’altra città, molti sentono che è questa orami la loro casa. Come sostiene Alessandra, studentessa di Scienze della Comunicazione:

Io vengo da Napoli, e sono due anni che vivo a Roma per la laurea specialistica. Ma non credo che tornerò a vivere a Napoli finiti gli studi. Anche se spesso torno giù a casa mia, c’è una differenza abissale fra lì e qui. Sarà che comunque mi sono abituata ormai a questa città e mi riconosco quasi più in questa. Però penso proprio che resterò qui. Anche perché che ci torno a fare? Conta anche il lavoro e dove lo trovi. Si tratta anche di affetto. Ho molti amici qui, tanti sono fuori sede come me e anche loro pensano di continuare a vivere qui dopo la laurea.”

Un’altra novità sono le stanze affittate da parte di famiglie che condividono la casa con l’affittuario. Questo fenomeno degli affitti studenti è dovuto più propriamente alla crisi. Infatti alcune spese improvvise, oppure licenziamenti che hanno colpito uno o più componenti di una famiglia spingono molte di esse a compensare la perdita economica affittando una stanza o dei posti letto della propria casa.

Chiaramente i prezzi nelle grandi città sono molto più elevati di quelli in centri minori. Roma e Milano sono in testa fra quelle più care. A Roma variano dai 200-350 euro per le zone meno centrali, come Magliana o Tuscolana, a 500 euro per zone Salaria, Nomentana. I prezzi più elevati sono quelli per le stanze nei presse delle università.

Anche Milano si mantiene sul prezzo medio fra i 300 e i 450 euro per gli affitti studenti a seconda della zona e dei servizi, prezzo influenzato sempre dalla vicinanza con gli atenei. Una differenza abissale se confrontati con altri capoluoghi come Verona o Napoli, dove i prezzi medi si aggirano intorno ai 200 euro.

Ultimamente si sta diffondendo anche l’affitto di posti negli uffici, l’office sharing. Questa pratica riguarda le aziende che possono affittare o prendere in affitto postazioni di lavoro di uffici che per alcuni giorni alla settimana o che per gran parte della giornata restano inutilizzati.

La contrazione dei consumi causata dalla crisi e dall’austerity hanno favorito lo sviluppo di queste nuove forme di riutilizzo degli spazi, che costituisce un aspetto positivo in particolare per quanto riguarda la coabitazioni fra studenti o lavoratori, poiché favorisce lo sviluppo di rapporti umani e la nascita di amicizie fra coetanei che in molti casi si manterranno nel tempo.

CONSIGLI PER RISPARMIRE SUGLI AFFITTI STUDENTI:

 

studentessa cerca casa

1) Scegliete la giusta città dove vivere e dove prendere una casa o stanza in affitto

Prima di prendere in affitto una stanza, dedicate qualche giorno alla città in cui avete scelto di vivere. E’ sempre meglio valutare anche altre città universitarie: Considerate anche la possibilità di vivere in periferia, dove gli affitti studenti costano meno, ma in tal caso valutate i trasporti e i relativi costi per spostarvi.

2) Quando Cercare Casa o Stanza in affitto

Il periodo migliore per cercare una stanza in affitto va tra luglio e agosto! Meglio se luglio ovvero il mese in cui le stanze si liberano e in cui vengono rimesse in affitto

3) Cercare case per affitti studenti con il giusto numero di coinquilini

La preferenza o meno di abitazioni con pochi o numerosi inquilini è una cosa molto personale.

Piu persone significherà una riduione di tutte le spese, compreso l’affitto ma meno tranquillità per la vita quotidiana. Il numero ideale per una convivenza è di quattro o cinque persone.

4) Scegliete Case per affitti studenti con spese incluse

Sarebbe più economico ovviamente a parità di prezzo scegliere case con spese incluse, per cui prima di affiatare casa, chiedete sempre se nell’affitto è inclusa: la spesa di acqua – spazzatura – riscaldamenti – telefono e internet – luce e gas

 

studentessa al telefono

5) Denunciare all’agenzia delle entrate l’affito

verificare se il contratto è registrato, comunicando all’agenzia dell’entrate il codice fiscale. Accertarsi che chi ha affittato la casa sia effettivamente il proprietario della stessa.  In caso di mancato contratto, procedere alla denuncia presso la sede locale dell’agenzia dell’entrate apportando come prova del rapporto di locazione qualsiasi traccia del pagamento. La registrazione unilaterale del contratto è di per sé un nuovo contratto, con validità 4+4 e con il nuovo canone basato sulla rendita catastale.  Una volta registrato il nuovo contratto si procede alla notifica al proprietario.

6) Come scegliere il coinquilino

Cerca il coinquilino innanzitutto tra le tue conoscenze, anche grazie a facebook. Evita come primo modo le agenzie immobiliari, che hnno una provvigione pari ad una intera locazione mensile. Inserisci un annuncio su bacheche all’università e su facebook. Verifica che nell’appartamento ci siano eventuali lavori da fare ed in tal caso chiedi che le spese dei lavori vengano scalate dall’importo dell’affitto.

Silvia Pasquinelli

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