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Ennesima minaccia della Corea del Nord agli Usa, ma non tutto è come sembra

 

«Denuclearizzazione della penisola coreana». È questo l'obiettivo comune concordato dal Governo degli Stati Uniti insieme con quello cinese, emerso dall'incontro del 13 aprile scorso a Pechino fra il Segretario di Stato USA, John Kerry, e il Consigliere di Stato cinese Yang Jiechi per discutere sulla questione Corea del Nord.

Alcune settimane fà infatti il presidente nordcoreano Kim Jong-Un è tornato a minacciare l'uso dell'arma atomica nei confronti della Corea del Sud e anche Stati Uniti e Giappone se tenteranno di intromettersi. La separazione delle due Coree in seguito alla guerra del 1953, che ha reso la Corea del Sud un protettorato statunitense, non è mai andata giù ai dittatori nordcoreani che si sono avvicendati nel corso negli anni. La Corea del Nord ha più volte minacciato con l'uso della bomba atomica Seoul e gli Stati Uniti, effettuando anche diversi test atomici in Nord Corea. Il paese è sotto dittatura di stampo comunista dal termine della guerra terminata nel 1956 e il 15 aprile è caduto l'anniversario dalla nascita della nazione a opera di Kim Il-Sung. Il Regime non ammette scambi commerciali con l'estero esclusi gli alleati cinesi, causando un livello estremante alto di povertà. La popolazione nordcoreana soffre da anni fra le altre cose un regime di malnutrizione.

Gli Stati Uniti premono sulla Cina affinché insista con la Corea del Nord a rinunciare all'aggressività e proseguire il processo di pace avviato nel 2005 con Corea del Sud, Russia, Cina, Usa e Giappone.

Tuttavia non sono poche gli interessi americani dal punto di vista economico sul territorio. Gli Stati Uniti non hanno sollevato questioni quando nel 2009 il regime coreano effettua due test atomici e quando nel 2010 silurano una nave sudcoreana e annettono una isola della Corea del Sud.

Occorre notare che circa un mese fà si è tenuta una riunione del gruppo BRICS, i paesi emergenti fra i quali India Cina e Brasile. Il BRICS ha annunciato la creazione di una propria banca che farebbe da contraltare alla Banca Mondiale a al Fondo Monetario Internazionale. Le due potenze emergenti Cina e Brasile hanno dato un segnale in tal senso rimuovendo gran parte dei propri scambi commerciali dall'area sotto influenza del dollaro. Una guerra vicino a uno dei paesi BRICS potente come la Cina destabilizzerebbe l'area economica opposta a quella filoamericana. Già con la guerra in Iraq lo scopo degli Usa nell'ostacolare un possibile scambio del petrolio con l'euro e fin troppo chiaro.

Nella situazione attuale la Cina ha comunque sostenuto di non ammettere le manie di grandezza di Kim Jong-Un ma neanche di tollerare le mire espansionistiche americane sulla penisola coreana.