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Tendenze & Dintorni

20 dicembre 2012

Gioventù bruciata: Gaspare Serra parla dei giovani e la crisi

Gaspare Serra, autore del Saggio "Gioventù bruciata"

Gaspare Serra, autore del Saggio “Gioventù bruciata”

Il blogger e studente di Giurisprudenza, Gaspare Serra, affronta il tema dei giovani e la voro o meglio, la sua mancanza, attraverso il saggio “Gioventù bruciata”.Gaspare Serra ha analizzato sul suo blog Panta Rei le cause della situazione che lui stesso definisce “disagio giovanile, di quella cosiddetta «generazione Y» frettolosamente liquidata dal premier Monti come perduta”.

Da alcuni anni a questa parte, infatti, i giovani sono divenuti sempre più frequentemente oggetto di critiche, umiliazioni e veri e propri insulti da parte di politici e da gran parte di esponenti istituzionali, oltre a sentirsi ripetere la stessa sequenza di appellativi da parte di gente delle generazioni precedenti.

Il saggio “Gioventù bruciata” di Gaspare Serra inizia proprio con le risposte che tanti ragazzi si sentono ripetere dai meno giovano quando lamentano un’ ingiusta condizione sociale e lavorativa, dal “Vivete coi genitori? “Ma che bamboccioni!” (le parole paterne dell’ex ministro Padoa Schioppa)”  al Non trovate lavoro? “È ovvio, lo cercate accanto a mammà!” (lo sfogo seccato del ministro Cancellieri)” per terminare con «Che generazione perduta…”(la conclusione pilatesca del senator Monti…)».

L’autore definisce questa moda come vero e proprio “sport nazionale preferito da certi politici -ultimamente praticato con successo anche dai tecnici- sia divenuto« il tiro al bersaglio dei giovani», una gara senza regole ad offendere, umiliare, bistrattare un’intera generazione”.

Quando chi è incaricato di risolvere problemi che riguardano un tema importante come il lavoro e i giovani non è in grado di trovare soluzioni, è molto più facile far ricadere la responsabilità su chi invece è vittima di politiche economiche e sociali inefficaci.

In Gioventù bruciata vengono analizzati dati statistici che mostrano come la gioventù italiana non sia per nulla choosy o schizzinosa come alcuni ministri vogliono far credere.

In base ai dati della Cisl raccolti dall’autore Il 71% dei giovani under 35 è disponibile ad accettare qualsiasi lavoro, purché remunerato: solo il 20% preferisce aspettare il posto che lo soddisfi al meglio” e, dal momento che lo stipendio è un diritto primario per i ogni lavoratore, non ci si dovrebbe stupire che i giovani lo richiedano.

Gaspare Serra prosegue analizzando le ragioni delle tante esortazioni non soltanto della Fornero, ma anche di altri ministri sia attuali che passati, che esortano i giovani ad adattarsi a quello che passa il convento e a rassegnarsi a non trovare un lavoro che sia attinente coi propri studi e competenze né tantomeno dignitoso.

Secondo il blogger  «L’impressione è che, dietro queste ripetute “gaffe”, si celi una strategia ben mirata: la ricerca dell’“alibi perfetto” per sottacere le gravi responsabilità di un’intera classe dirigente nell’affrontare i problemi della mancanza di occupazione, crescita e sviluppo».

Il segno negativo che segna la crescita del marcato del lavoro in Italia non dipende infatti, né dall’Europa, anch’essa accusata di opprimere l’Italia con il rigore, né nei giovani che cercano di meglio anziché accontentarsi.

L’autore è molto polemico contro l’attuale modo di gestire la crisi del lavoro nel nostro Paese e sottolinea più volte nel sua saggio quanto i giovani dovrebbero costituire una risorsa per la società non «un “arto in cancrena” da amputare per salvare il resto del Corpo sociale»e per questo meritano rispetto anziché venire offesi.

Dopo aver analizzato tutte le sfaccettature che caratterizzano la difficile situazione dei giovani nel lavoro, dal fenomeno dei “neet” ai bamboccioni, dagli stagisti ai malpagati fino alla fuga di cervelli, l’autore propone una ricetta per uscire dalla crisi che prende spunto non meno che dalla Costituzione italiana, dove negli articoli 1, 4, 35, 36 e 37 ma anche in tutto il testo della “più bella del mondo” come l’ha definita Roberto Benigni, è contenuta l’esatta risposta a tutti i problemi sociali che affliggono il nostro Paese.

Dare più spazio alla ricerca, scuola, università, fare più serie politiche in materia fiscale e abbattere la burocrazia, la precarietà e soprattutto, la gerontocrazia, ovvero il governo degli anziani.

Silvia Pasquinelli  

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http://www.controcampus.it/2012/12/gioventu-bruciata-gaspare-serra-parla-dei-giovani-e-la-crisi/