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Risparmio

19 gennaio 2013

Bookcrossing Università, scambio gratuito di libri in ateneo

 

Il Bookcrossing è praticato in molte università italiane.

La pratica del libero scambio di libri di ogni tipo conosciuta come Bookcrossing, Libera libri, Libri in libertà, originariamente basata sulla diffusione via web è sbarcata anche in molte università italiane.

Il bookcrossing, che in senso letterale significa “incrociare libri”, consiste in senso stretto nel lasciare libri in luoghi della città, dalle panchine dei parchi agli angoli delle strade, per dare a chiunque la possibilità di leggere libri in maniera totalmente gratuita.

Si tratta di una pratica basata oggi in gran parte sulla Rete, per cui i libri devono essere registrati sul sito web del Bookcrossing in modo tale da seguirne i vari passaggi da un lettore all’altro, non senza il rischio che il libro venga perso durante uno dei passaggi,ed ora si stanno diffondendo anche pratiche di bookcrossing non virtuale soprattutto nelle università

A Roma Tre ad esempio, sono stati disposti degli scaffali appositi per lasciare libri di testo oppure di narrativa o di qualunque tipo e prenderne altri fra quelli presenti sugli scaffali.

In questo modo gli studenti possono trovare gratuitamente libri di testo  che possono essere utili per lo studio o per la tesi, ma anche romanzi che qualcuno ha letto e che ha deciso di condividere con gli altri.

Abbiamo trovato ad esempio fra i tanti libri di linguistica, dizionari e libri di storia anche un thriller di Stieg Larsson.

La pratica di lasciare e prendere libri è totalmente libera e autonoma, tutti possono lasciare libri nelle postazioni apposite e renderne altri gratuitamente.

I luoghi dedicati al Bookcrossing a Roma Tre sono:

  • Piazza della Repubblica 10

  • Sala lettura “Giacomo della Porta”, via Madonna dei Monti 40

  • Piazza Telematica, Via Ostiense 133/b

  • In Via Ostiense 139, al piano rialzato, nel corridoio davanti alle scale che portano alla Biblioteca delle arti Sezione Spettacolo, c’è lo scaffale per il Book Crossing

Anche i libri lasciati negli scaffali dell’ateneo possono venir etichettati e registrati sul sito dedicato al bookcrossing  tramite le istruzioni fornite dall’università dagli studenti stessi in modo da poter seguire il percorso che seguono i libri e ridurre il rischio che se ne perdano le tracce.

  • Bookcrossing all’Università Politecnica delle Marche c’è una postazione nella Biblioteca di Economia presso il “punto Bookcrossing”;

  • Bookcrossing del Sannio presso la Facoltà di Scienze MM.FF.NN. il bookcrossing si svolge nella sede di Via Port’Arsa, 11, facendo registrare il libro, non il proprietario;

  • Bookcrossing all’AlmaMater di Bologna il funzionamento è lo stesso di Roma Tre;

  • Qui i libri sono sempre disponibili, tutti i giorni. Ma anche altre università organizzano giornate dedicate allo scambio di libri come l’Università Cattolica del Sacro Cuore

In molte città, soprattutto in quelle di minori dimensioni, il bookcrossing è organizzato dagli atenei in accordo con i Comuni, come avviene fra il Comune di Pavia e l’Università.

 

 I libri vengono messi in libertà anche negli spazi urbani

L’origine del Bookcrossing risale agli anni Settanta ed è un’iniziativa nata a Belgrado in Serbia. Alcuni anni dopo si è diffusa anche nel resto del mondo ha coinvolto non soltanto libri ma anche attrezzature tecnologiche come webcam per computer.

L’iniziativa ha coinvolto da subito studenti, la categoria maggiormente a contatto con i libri, i quali grazie alla pratica di “liberare libri” nell’ambiente hanno voluto allargare l’opportunità di lettura a tutti, anche a chi non può permetterselo per diffondere cultura e risvegliare interesse verso la lettura.

Questa pratica permette inoltre di salvare libri che in altri casi andrebbero gettati via. Se un libro non ci ha particolarmente colpito o non ci è piaciuto anziché buttarlo lo si può regalare e magari può finire nelle mani di lettori che lo apprezzeranno.

Silvia Pasquinelli

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