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Uni Sud

12 ottobre 2012

Meno caro studiare in Basilicata, ma meno servizi

http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2012/10/meno_caro_studiare_in_Basilicata_ma_meno_servizi-300x166.jpgSecondo uno studio effettuato recentemente da Federconsumatori sul costo degli studi fra i vari atenei italiani, è risultato che la Basilicata sembra essere la regione in cui il risparmio è maggiore, soprattutto dal punto di vista degli studenti fuorisede.

I dati rivelano infatti che,  mentre nel resto d’Italia ogni studente fuorisede spende in media circa 10mila euro all’anno fra i costi per il mantenimento degli studi e affitti, in Basilicata il costo di vitti e alloggi è molto minore. A Potenza e Matera non è raro trovare posti letto in affitto al costo di 170 euro o camere singole e doppie al prezzo di 130-220 euro.

Si tratta di un notevole risparmio per gli studenti degli atenei lucani rispetto a quelli di molte altre città italiane. Se si considera che a Roma ad esempio il costo per i posti letto può variare dai 300 a 400, mente le camere singole si possono raggiungere anche i 600 euro, l’economicità della regione lucana risulta notevole.

In realtà nella stragrande maggioranza delle regioni del Mezzogiorno si tende a risparmiare in fatto di alloggi, rispetto alle città che vanno da Roma in su. Anche a Catania, in Sicilia, infatti non è difficile trovare alloggi al prezzo di 130-200 euro.

A Potenza inoltre gli studenti con minori possibilità economiche possono alloggiare nella Casa dello Studente, in grado di contenere 100 posti letto a cui presto se ne aggiungeranno altri ottanta.

Ma il risparmio non è soltanto per quanto riguarda la residenza, bensì anche sul costo delle rette universitarie. All’università della Basilicata il costo delle tasse raggiunge il tetto massimo dei 1300 euro circa per i redditi più elevati, a differenza degli oltre 2000 euro all’anno per Roma Tre e La Sapienza o i 3110 per la Bicocca, a Milano.

A causa dell’aumento delle tasse per i fuorisede come previsto dal Governo Monti e l’ulteriore aumento infarto dalla maggior parte degli atenei per fronteggiare  i tagli al settore universitario previsti dalla spending revue, il costo per il mantenimento degli studi sta divenendo sempre più un problema per gli studenti e le loro famiglie.

Il Consiglio d’Amministrazione dell’Università della Basilicata con l’approvazione del Rettore Mauro Fiorentino, ha deciso di non  provvedere all’aumento delle tasse per l’anno accademico appena iniziato (ad esclusione della tassa regionale  per il diritto allo studio, aumentata di circa 48 euro) pur essendo già l’ateneo più economico d’Italia.

Tuttavia, se da un lato i fuorisede in Basilicata godono di un certo vantaggio sul piano economico rispetto al resto del Paese, lo stesso non si può dire per i servizi offerti dall’Ateneo e dalla Regione. Pur essendo in grado di offrire agli studenti il servizio della mensa, la biblioteca e molte attività extra come viaggi a scopo didattico o di svago, il servizio maggiormente carente riguarda il trasporto.

La studentessa Angela sostiene a questo proposito che pagare la tassa regionale dell’Ardsu Basilicata, l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio, è totalmente inutile in quanto “i servizi sono inesistenti”. Continua inoltre affermando: “ci avevano assicurato rimborso per viaggio a Siracusa, risposta: mancanza fondi, e non si sente più parlare di rimborsi spese trasporti”.

L’Ardsu sarebbe infatti anche l’ente incaricato di mettere a disposizione mezzi per effettuare viaggi didattici, di notevole importanza per i corsi di laurea in Geologia, Archeologia, Scienze dei Beni Culturali e Scienze Forestali e Ambientali.

La scarsità  di trasporti urbani nelle città universitarie di Potenza e Matera è il servizio di cui gli studenti maggiormente lamentano, anche se il problema è da imputare non tanto al sistema universitario quanto alle amministrazioni comunali, regionali e statali.

Non tutti però sono ugualmente negativi riguardo alla fornitura di servizi:” i rimborsi con la situazione economica dell’Ardsu sono impossibili, però su richiesta mettono a disposizione dei mezzi. A Geologia li abbiamo usati, poi devi considerare che la regione finanzia solo 2 milioni di euro, che sono pochissimi” afferma Rocco, un altro studente.

Il risparmio economico che hanno i giovani studenti in Basilicata non secondo alcuni di loro, compensato da un altrettanto buono mercato lavorativo che il territorio lucano sa offrire. La studentessa Stefania si chiede infatti: “Cosa è in grado di offrire la regione ai giovani laureati? Sembra, purtroppo, poco o niente e questo ritengo sia assolutamente disincentivante rispetto alla scelta dell’Università degli Studi della Basilicata sia da parte dei residenti che di eventuali studenti fuori sede. Molti studenti operano la scelta dell’università soprattutto in base alle possibilità future e non solo quelle immediate che gli sono offerte”.

La volontà dell’Università della Basilicata di mantenere il livello delle tasse accessibile a tutti è quindi lodevole, ma anche le amministrazioni locali devono contribuire a creare le condizioni per l’accesso dei laureati nel mondo del lavoro sia in tutto il territorio nazionale ma soprattutto nella regione in cui hanno studiato.

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Silvia Pasquinelli  

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