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Testo

Manifestazione del 24 novembre:la protesta continua

 

Sabato 24 novembre si è svolta a Roma un’altra grande manifestazione di studenti e insegnanti, appena 10 giorni dopo il No Monti Day. Gli obiettivi sono gli stessi, ma il risultato diverso. Ne abbiamo parlato con Federica, membro del sindacato studentesco Studenti Indipendenti Link.

Gli studenti sono tornati in piazzi per manifestare ancora una volta contro la politica del rigore intrapresa dal Governo Monti. Questa manifestazione si è svolta appena 10 giorni dopo il 14 novembre, il No Monti Day. Quali sono state le differenze fra i due eventi? Gli obiettivi erano gli stessi?

“Le manifestazioni del 14 e del 24 sono state create apposta per far sentire la nostra voce al sistema politico. Abbiamo preso posizione rispetto al massacro della polizia avvenuto il 14 novembre. Allora c’è stata la volontà di distruggere la manifestazione e i suoi ideali da parte dei poteri forti, una volontà politica di non far esprimere il dissenso degli studenti. Hanno partecipato 50mila studenti alla manifestazione del 14 e la maggior parte erano studenti delle scuole, minorenni. Abbiamo assistito a una violenza inaudita, a delle cariche contro dei minorenni. Il 24 siamo scesi in piazza con la volontà di fare una manifestazione che portasse dei contenuti, per dimostrare di essere contro la violenza e che vogliamo esprimere i nostri ideali pacificamente.”

Per quanto riguarda i contenuti della manifestazione, il 24 cosa avete voluto affermare?

“Questa volta abbiamo manifestato universitari insieme a tanti studenti dei licei e la cosa inedita è che i docenti si sono uniti agli studenti nella protesta, per gridare contrarietà a una politica che mira a smantellare la scuola pubblica. Noi universitari siamo scesi in piazza insieme a loro per ricordare come l’università è stata succube della privatizzazione. Ricordiamo le proteste degli universitari di due anni fa contro il precedente governo. Questa politica va verso la distruzione della scuola pubblica, si vogliono creare dei poli di serie A e di serie B, con scuole e università accessibili solo a ricchi, un’università in cui aziende private entrano nei consigli d’amministrazione. C’è una volontà di sostituire le borse di studio con i prestiti d’onore che hanno tassi d’interesse all’8%. Si vogliono indurre le famiglie a chiedere prestiti alle banche e rinunciare alle borse di studio quando invece ne avrebbero tutto il diritto. È

una dequalificazione dello studio”.

 

Qual è stato e quale sarà il vostro slogan durante le manifestazioni passate e nelle prossime?

 

“Il nostro slogan è appunto Liberiamo il Sapere! Vogliono creare un’università che è succube del mercato. Mettere il sapere al servizio del mercato uccide il sapere. Il mercato deve invece essere al servizio del sapere. Per questo gridiamo di liberare il sapere dal mercato.”

 

Pensate che le istituzioni abbiano dato ascolto alla manifestazione del 24 novembre?

 

“No, assolutamente. Monti e Napolitano hanno invece tacciato docenti e sindacati di aver influenzato e spinto gli studenti alla protesta, li hanno accusati di illudere gli studenti sul posto fisso. Questo Governo non ci rappresenta in alcun modo. Loro ci dicono di rassegnarci a un mondo in cui il poso fisso non esiste più, in cui il precariato è l’unica certezza, e questa linea di condotta già era stata messa in atto dal periodo della lettera di Trichet al governo Berlusconi. Tutte queste misure sono state messe in atto da un governo tecnico, non scelto dalla gente.”

 

Il 24 hanno manifestato anche in molte altre capitali europee. Cosa pensate in proposito?

 

“Il 24 è stat una data importante perché si è andati oltre le barriere nazionali e tutti gli studenti europei insieme hanno espresso ideali comuni: costruire una nuova società solidale e democratica. Per questo il 6 dicembre saremo di nuovo in piazza con la FIOM. Il conflitto è il sale della democrazia perché è una forma di opposizione. Noi siamo l’unica opposizione reale al Governo. Il Berlusconismo ha solo generato l’Antiberlusconismo ma entrambi non hanno risolto nulla per noi. Noi continueremo a protestare e a occupare lo studentato di via Cesare De Lollis per protestare e per fondare una nuova società.”

 

Un’ultima domanda:il 24 hanno sfilato in corteo anche gli esponenti di Casa Pound. Voi siete d’accordo al fatto che tutti abbiano il diritto di manifestare le proprie opinioni anche se fortemente estremiste?

 

“La Costituzione è chiara: apologia al Fascismo è reato. I membri di Casa Pound si chiamano essi Neofascisti del Terzo Millennio, trovano legittimazione istituzionale, ricevono finanziamenti dal sindaco Alemanno, addirittura possono presentare canditati alle elezioni universitarie. Pensiamo che questo rigurgito fascista debba essere soppresso e anche perché la Costituzione parla chiaro. Si tratta di una cultura che evoca un periodo buio del nostro Paese, contraria alla democrazia e che rimette in luce quegli anni.”

 

Studenti Indipendenti Link è uno dei collettivi universitari più importanti e rappresentativi fra gli studenti. Non mancheranno alle prossime manifestazione studentesche per far valere i diritti dell’università e della scuola pubblica.