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Puglia

4 agosto 2012

Uniba: la supertassa non si rateizza

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Ancora cattive notizie per gli studenti dell’università di Bari:  la supertassa regionale per il diritto allo studio non può essere pagata a rate bensì in tutta insieme e subito.

Dal prossimo anno accademico, 2012/2013, sembra infatti che gli studenti si vedranno costretti a far fronte all’ennesimo aumento delle tasse imposto dal Governo Monti senza poter ridurre il peso economico sulle loro famiglie attraverso una eventuale rateizzazione.

Nonostante le richieste dei rappresentanti degli studenti di suddividere la supertassa almeno in due rate e la proposta girata dal Rettore Corrado Petrocelli all’ADISU-Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio, la risposta di quest’ultima è stata negativa.

Il Direttore Generale dell’Adisu, Crescenzo Marino, ha infatti risposto che nonostante si comprendano le difficoltà economiche che andranno a gravare sulle famiglie degli studenti, specialmente quelle meno abbienti, non è competenza dell’Adisu stabilire le modalità secondo cui corrispondere la tassa.

Nella lettera di risposta di Marino al rettore dell’ateneo, il direttore generale fa riferimento agli articoli di una legge nazionale del 1995 e di una legge regionale del 2007 attraverso cui si stabilisce che l’imposta per il diritto allo studio è condizione essenziale perché gli atenei accettino le iscrizioni. Tale contributo deve essere versato dagli studenti al momento della presentazione della domanda di iscrizione e in un’  unica volta.

Tale soluzione risulta vantaggiosa anche per l’ateneo stesso, il quale infatti ottenendo il contributo da parte degli studenti tutto insieme e subito, può girarlo direttamente all’Adisu senza dover anticipare nulla attingendo dai propri fondi, come invece accadrebbe se la supertassa fosse divisa in due tranche.

In questo caso infatti, prevedendo il rischio di abbandono da parte di studenti che si iscrivono pagando la prima retta ma poi si ritirano, l’ateneo perderebbe il denaro anticipatamente girato all’Adisu.

Se si prende in considerazione il bilancio dell’ateneo con un deficit di circa 26 milioni di euro, l’università ha tutto l’interesse a far non agevolare gli studenti nel pagamento della supertassa.

Molte sono state le reazioni indignate ma anche rassegnate da parte dei rappresentanti degli studenti e dagli studenti stessi, alcuni dei quali si chiedono quale sia l’utilità dell’esistenza dell’Adisu, poiché molti lamentano un bassissimo numero di borse di studio disponibili, nonché scarsità nei servizi e negli alloggi per i fuori sede. Una tassa troppo elevata per il diritto allo studio sembra secondo i più limitarlo tale diritto piuttosto che offrirlo.

Fonte foto:http://www.universitaitaliane.it

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Silvia Pasquinelli  

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