27 maggio 2013

Nozze gay: in Francia non cessano le proteste

 

A poco più di una settimana di distanza dall'approvazione della leggeTaubira sulle nozze e adozioni da parte delle coppie gay, in Francia non si fermano le polemiche e le proteste sono continuato anche nella giornata di ieri, 26 maggio.

Il 18 maggio la legge proposta dal socialista Taubira viene promulgata e approvata dal parlamento francese, costituendo la prima vera vittoria del presidente socialista François Hollande dal suo insediamento all'Eliseo. Legge riconosce il diritto alle coppie omosessuali di unirsi in matrimonio e adottare bambini. È su quest'ultimo punto che si concentrano le polemiche. La stragrande maggioranza degli oppositori sono di destra o di estrema destra, molti dei quali non chiedono l'abrogazione della legge in sé, bensì una sua modifica riguardo all'apertura alle adozioni da parte dei gay. I partiti di estrema destra fra cui quello ultraconservatore di Le Pen, pongono ormai da otto giorni forti pressioni sul Partito Socialista, schieramento politico tuttora al governo e fautore della legge Taubira.

Nella giornata di ieri, 26 aggio, hanno sfilato quasi un milione di persone secondo gli organizzatori (250mila secondo le forze dell'ordine) nella capitale Parigi. In duecento hanno lanciato bottiglie e pietre contro la polizia. I manifestanti hanno sfilato al grido di «Hollande non vogliamo la tua legge» e «dittatura socialista». Alle 21:30 i cinquecento poliziotti schierati nella Esplanade des Invalides, sede della manifestazione, hanno proceduto allo sgombero dei contestatari dalla piazza. Le Figaro si sofferma sul «il numero impressionante di giovani» a manifestare contro la legge, ma molti erano anche anziani e bambini con famiglie. I contestatari ribadiscono la sacralità del matrimonio fra uomo e donna e che i bambini necessitino famiglie formate da un uomo e una donna, sostenendo che l'adozione da parte di persone dello stesso sesso è contro natura.

Ma ai tafferugli, a opera di estremisti di destra, si è aggiunto l'attacco alla sede del Partito Socialista in Rue Solferino. Le violenze sono state condannate dal ministro dell'Interno Manuel Valls, nonché dal partito AFP. Il portavoce del PS, David Assouline,  ha affermato «ci aspettiamo una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche contro i teppisti che dopo essersela presa col nostro partito, questo pomeriggio se la sono presa con la stampa, un altro simbolo di democrazia», e ha proseguito «ci aspettiamo una condanna unanime da chiunque sia attaccato ai valori della Repubblica e di coloro che si sono presi la responsabilità d'indire la manifestazione di oggi (25 maggio). Chiediamo che tutti i gruppi estremisti di destra vengano identificati».

Dopo il suicidio il 21 maggio dello storico di estrema, il settantottenne Dominique Venner all’interno della cattedrale di Notre-Dame, gesto simbolico per protesta nei confronti della legge sulle nozze gay e contro il «pericolo islamista», le polemiche in Francia sembrano proseguire incessanti. Tuttavia il ministro dell’interno Manuel Valls esprime positività e sostiene come il bilancio della manifestazione di ieri risulti comunque buono, a parte alcuni scontri, ben controllati dalla polizia, a opera di gruppi di individui tutti identificati.

È giunto il momento in ogni caso, di iniziare ad abbassare i toni, in quanto la stessa stragrande maggioranza della popolazione francese è stanca delle proteste che da una settimana intasano la capitale Parigi. La presidente della manifestazione contro i matrimoni Gay Ludovine De La Rochère ha comunque affermato «annuncio a tutti coloro che credono che non li abbandoneremo, che noi continueremo a combattere dappertutto in Francia» secondo quanto riporta Le Figaro. 

Silvia Pasquinelli

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