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Campania

9 ottobre 2012

La “Pet Therapy” diventa un Master

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Per la prima volta alla  facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli la Zooterapia, comunemente detta Pet Therapy, diverrà oggetto di un Master universitario di II Livello avente lo scopo di formare esperti zooterapisti che avranno il compito di fare da intermediari fra gli animali e l’uomo.

Coordinatrice del Master, della durata di un anno più un periodo di tirocinio e la validità di 60 crediti formativi, è la Prof.ssa Lucia Francesca Menna e la scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 31 ottobre.

Il Master, dal nome Zooantropologia esperienziale: binomio uomo/animale per il lavoro di Pet Therapy e Attività Assistita con Animali prenderà avvio per la prima volta dall’anno accademico appena avviato, ma ci si aspettano risposte positive da parte degli studenti. Il numero di posti disponibili è pari a 15 unità e il costo sarà di 3.000 euro.

L’obiettivo del master è quello di formare delle figure professionali di operatori in zooterapia con una cultura universitaria, che possano inserirsi direttamente nel mondo del lavoro. Si tratta di un master professionalizzante in quanto le attività svolte saranno sia teoriche che pratiche, le lezioni verranno svolte a diretto contatto con gli animali – nello specifico con i cani.

Potranno inoltre operare in ogni struttura, pubblica e privata, avendo quindi maggiori probabilità di inserimento nel mondo del lavoro.

Uno degli obiettivi è inoltre quello di formare studenti in grado di lavorare in equipe comprendenti specialisti in più discipline mediche – dagli infermieri agli psicologi – favorendo uno scambio di nozioni e conoscenze, oltre che mettendo le proprie esperienze a disposizione del gruppo in maniera tale da favorire un miglioramento generale nello svolgimento dell’attività di Pet Therapy.

L’assunzione della Pet Therapy come corso di studio in un master universitario sta ad affermare come questa disciplina assuma la caratteristica di scienza vera e propria. L’idea di creare un master in proposito nasce grazie all’intervento della Prof.ssa Menna, docente di Igiene Veterinaria all’Università “Federico II”, dopo circa dieci anni di osservazione di studio su come sia eseguita la terapia con gli animali.

Il motivo della nascita del master è quello di dare una formazione interdisciplinare poiché, come era stato osservato dall’equipe di lavoro della Menna, gli operatori di Pet Therapy solo in rari casi mostravano una preparazione in più discipline. A essere carente era quindi un tipo di formazione di livello accademico.

Trattandosi di un tipo di terapia relativamente nuovo ma che ha la funzione di supporto delle terapie tradizionali in ambito medico e psichiatrico, il Master è aperto oltre ai laureati in Medicina Veterinaria, anche a coloro provenienti da corsi quali Psicologia e Medicina e Chirurgia.

In quest’ottica, gli operatori dovendo lavorare a stretto contatto con animali e pazienti, allo stesso tempo si troveranno spesso a dover interagire con specialisti in più ambiti della medicina non veterinaria,  per cui sarà necessario avere una buona conoscenza sia delle caratteristiche degli animali sia degli umani specialmente per quanto riguarda le patologie degli e degli altri.

È fondamentale per aiutare persone affette da malattie – qualsiasi sia il tipo o la gravità: da quelle mentali, ai traumi emotivi o fisici. Inoltre, molti sanno quanto sia importante stimolante la presenza degli animali per i bambini affetti da afasie cerebrali e da patologie come l’autismo.

Verranno analizzate inizialmente la gestione e costituzione della relazione tra umani, delle relazioni fra animali, dei cani in particolare, e infine la relazione fra uomo e gli amici a quattro zampe. Il Master comprenderà anche un training di consapevolezza del proprio corpo e del linguaggio non verbale. Molto importante infatti è in questo tipo di terapia la conoscenza e la comprensione della comunicazione col il corpo più che con il linguaggio.

La Pet Therapy consiste nella relazione allegra fra animali umani. Non sono soltanto i cani a essere impiegati nella zooterapia ma spesso anche altri animali come i cavalli, gli asinelli, gatti e in alcuni animali acquatici come i delfini. Ma sono molti altri quelli che possono essere impiegati in situazioni di disagio.

Persino prima che il neuropsichiatra infantile, Boris Levinson, coniasse nel 1953 il termine “pet therapy”, dando avvio a una nuova forma di terapia psichiatrica con l’aiuto degli animali, è stato riscontrato come il contatto con essi sia di fondamentale importanza per bambini affetti da sindrome di Down, alla schizofrenia, ma anche per quanto riguarda i bambini iperattivi nonché con persone affette da alterazioni genetiche di varia natura, dall’autismo alla sindrome di Williams.

Il contatto diretto con gli animali non porta giovamenti solo alla salute mentale dei soggetti che con essi entrano in relazione, ma favorisce anche dal punto di vista fisico il rilassamento dei muscoli e quindi, in generale, un grande sostegno alle persone con problemi di mobilità degli arti.

Il corso si terrà nel magnifico paesaggio dell’Hyppo kampos Resort, a Castelvolturno, in un’area immersa nel verde dove i grandi spazi aperti costituiscono il paesaggio ideale per osservare direttamente sul campo i comportamento dei cani e il modo con cui si relazionano con l’uomo e viceversa.

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Silvia Pasquinelli  

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