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Il giornalista de La Stampa domenico Quirico. Fonte foto:http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-9db48252-4b21-44ba-ba1e-847f8581c2df.html

 

Giornalista italiano in Siria: è giallo sulla scomparsa

 

Di Domenico Quirico, giornalista de La Stampa inviato in Siria come reporter, non si hanno più notizie ormai da quasi un mese. Era giunto nel paese mediorientale il 6 aprile scorso, ma l'ultimo contatto con il giornale per cui lavora come inviato, lo ha avuto il 9 aprile. Da allora non si hanno più notizie di lui.

La notizia della scomparsa è stata data con circa venti giorni di ritardo, per volontà della famiglia e delle autorità italiane, in modo da poter svolgere le ricerche nella massima discrezione. Ricerche tuttavia hanno dato finora esito negativo.

Domenico Quirico si trovava nella zona siriana di Homs per svolge alcuni reportage sul paese martoriato dalla guerra civile. Si trattava della quarta missione come in inviato in Siria. Le ricerche, coordinate dall'Unità Anticrisi della Farnesina, non hanno portato a nessuna soluzione. Per questo, solo la settimana scorsa hanno deciso di rendere pubblica la notizia della scomparsa del giornalista.

Domenico Quirico aveva raggiunto la zona di Homs, una delle aree che sono maggiormente luogo di combattimenti e scontri fra ribelli e l'esercito siriano. Aveva attraversato il confine con il Libano per entrare in Siria. Secondo La Stampa, Quirico avrebbe poi dovuto spostarsi fino alla periferia della capitale Damasco. Ma non vi sarebbe mai giunto.

Da notare che il 5 aprile altri colleghi giornalisti della RAI erano caduti vittime di rapimento presso la zona di Idlib. Quirico era stato informato del fatto la mattina del 6 aprile, mantenendo comunque la tranquillità, avendo dovuto seguire un lercorso diverso da quello dei colleghi.

Dopo aver inviato messaggi alla moglie, Giulietta, e a un collega Rai per avvisarlo di aver raggiunto Homs ed essere entrato in Siria, non si hanno più avuto sue notizie.

Non è la prima volta che Quirico interrompesse i contatti per diversi giorni con familiari e colleghi. L'uso del stellitare per le comunicazioni non solo non è sempre affidabile, in quanto in alcune zone di Homs il segnale va e viene, ma in più il suo utilizzo rischia di far saltare la copertura ai reporter nel caso le comunicazioni vengano intercettate dal governo siriano. Anche in diverse altre missioni, come in Mali o in Turchia, Quirico aveva effettuato il silenzio stampa. Anche questa volta Domenico aveva avvistato che avrebbe mantenuto per sei giorni il silenzio. Ma passata una settimana, la famiglia di Quirico, d'accordo con la Farnesina ha deciso di dare avvio alle ricerche nel massimo riserbo.

La zona di Homs è infatti altamente rischiosa in fatto di sequestri. Anche se Quirico aveva svolto missioni in altre zone ad alto rischio per la vita come il Darfur, Corno d'Africa, Somalia e recentemente aveva seguito gli sviluppi della primavera araba in Turchia, Egitto e Libia. Quirico era consapevole dei rischi. Egli stesso sosteneva che per riportare al meglio avvenimenti da zone di guerra, bisogna stare sul posto e subire i pericoli e le angherie che subiscono le popolazioni vittime di guerra.

Secondo indiscrezioni Quirico sarebbe in mano a un gruppo di Hezbolla, tuttavia sono ancora in atto le ricerche. Nel frattempo La Stampa continuerà a uscire con un fiocco giallo sulla testata, simbolo di attesa e speranza di ritrovare persone scomparse.

 

Silvia Pasquinelli

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