Cucina

9 gennaio 2013

Zucchero effetti – fruttosio e saccarosio entrambi dannosi?

 

Lo zuccherò è fondamentale per l’organismo ma solo quello sano.

Che gli zuccheri siano fondamentali per l’organismo, in particolare per il buon funzionamento del cervello, non ci sono dubbi. Dubbio è invece l’uso che se ne fa dei moltissimi tipi di dolcificanti, dal saccarosio al fruttosio. Proprio su quest’ultimo si è fermata di recente l’attenzione degli studiosi.

Da alcuni anni infatti, si è iniziata a diffondere con più consapevolezza, il fatto che lo zucchero classico utilizzato dalle persone e dalle fabbriche alimentari, non sia sano come dovrebbe, anzi, si può definirlo tossico.

Il saccarosio infatti, estratto da canne e barbabietole, non sarebbe dannoso per la salute se ci venisse servito al suo stato naturale. Invece il processo di raffinazione ne provoca la distruzione.

Prima si utilizza la calce (la stessa che si usa per gli intonaci) per separarlo dalle piante senza che vi rimangano rametti e fili d’erba. Poi si utilizzano vari acidi chimici, dall’acido carbonico a quello solfidrico, per separare lo zucchero dalla calce. Già a questo punto le qualità nutritive del saccarosio sono andate in gran parte distrutte, in quanto la calce ne avrà assorbite una parte, mentre il restante le hanno distrutte gli acidi.

Dopo vari passaggi si giunge alla colorazione. Il bianco cristallino dello zucchero, così come quello delle stevia, non sono naturali, perché in natura sarebbe un liquido scuro. Il bianco deriva dal colorante blu idantrene, derivato del catrame, tutt’altro che naturale. Quest’ultimo passaggio è l’unica differenza fra lo zucchero bianco e quello di canna, che segue per il resto lo stesso trattamento.

Per non dover ricorrere a questo alimento, molte aziende hanno deciso di sostituire lo zucchero con il fruttosio, di origine vegetale quindi apparentemente sano, ma che tuttavia non da quel senso di sazietà che dà il saccarosio.

Il fruttosio utilizzato nell’industria alimentare è derivato soprattutto dal mais, non dalla frutta, e ricavarlo è più economico del glucosio classico, contenuto sia nello zucchero da cucina sia singolarmente nella frutta e miele (chiamato destrosio).

Il senso di sazietà proviene dall’ipotalamo, la zona del cervello su cui lo zucchero va ad agire. Secondo una serie di esperimenti condotti da studiosi dell’università statunitense Yale, diretti dall’ endocrinologo Robert S. Sherwin, il glusosio dopo essere stato assunto fa aumentare l’insulina nel sangue e fa diminuire l’attività dell’ipotalamo, generando il senso di sazietà.

Questo non avviene se si sostituisce il glucosio al fruttosio, per cui si è rilevato che l’ipotalamo mantiene la sua attività e il tasso d’insulina nel sangue resta bassa, facendo mantenere il senso di fame. Le persone che sostituiscono il glucosio o il saccarosio con il fruttosio, sono quindi portate a mangiare di più per potersi saziare e quindi a ingrassare.

L’utilizzo del fruttosio negli alimenti non è quindi uno dei migliori rimedi per evitare di usare lo zucchero, ma in ogni caso, sulla tossicità dello zucchero raffinato ci sono pochi dubbi, soprattutto perché l’unico metodo di estrazione dello zucchero da barbabietole e canne è quello chimico.

Silvia Pasquinelli

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